Villasanta, la “preghiera” del sindaco Ornago

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VILLASANTA – Si è aperta ufficialmente l’era Ornago. Nel corso della prima seduta del consiglio comunale, il neo primo cittadino di Villasanta ha pronunciato il classico Discorso di giuramento (ASCOLTA)

non nascondo l’emozione, l’onore e il peso della responsabilità che deriva dal ruolo di Sindaco, vostro e della nostra Villasanta, dopo aver giurato l’osservanza leale della Costituzione davanti a voi, rappresentanti di tutta la cittadinanza.

Prima di ogni altro pensiero, come Sindaco, intendo condividere con i presenti le mie personali considerazioni sul luogo che in questo momento ci ospita. Questa aula consiliare è il luogo nel quale si sono formate e hanno operato generazioni di dirigenti amministrativi ma soprattutto generazioni di villasantesi che, sapendo unire nel nome dell’interesse comune diverse anime e schieramenti politici, hanno permesso la crescita e lo sviluppo di Villasanta.

Il ruolo di rappresentanza affidatomi dalla cittadinanza, ma anche, credetemi, un forte sentimento personale, mi spinge dunque ad auspicare, anzi ad esigere, che questo rimanga e, per certi versi, sia sempre più lo spazio fisico ove si formi l’amministratore del domani e dove il confronto civile e la condivisione di idee e di progetti garantisca al nostro paese UNITA’, IMPEGNO e SPERANZA.

É l’augurio più intenso che faccio a tutti noi. Il recente risultato elettorale ha portato alla luce in Villasanta, e premiato, un grande desiderio di cambiamento rispetto al passato. È stata scelta la proposta di Amministrazione di centro-sinistra che ha espresso fortemente, nei componenti e nel programma di governo, entusiasmo, impegno a tutto campo, una nuova volontà di partecipazione e di “poter contare” sul supporto dei cittadini per progettare l’identità e i luoghi dell’abitare quotidiano più vicini ai tempi e alle esigenze della vita dei singoli e comunitaria.

Questo Consiglio Comunale apre, quindi, una nuova fase storica in questo Comune. A me, a noi, con grande senso di responsabilità, tocca portare avanti il cambiamento, sperimentando modi e ambiti, nei quali sia possibile immaginare e strutturare un’azione amministrativa efficace per la costruzione di una città per tutti.

Villasanta ha bisogno di partecipazione, ha bisogno di sentire il calore della sua gente, ha bisogno di nuove idee e di persone che si impegnino per realizzarle. Siamo stati eletti, la popolazione ci ha scelti, a lei risponderemo con il nostro lavoro e del nostro lavoro.

Occuperò la carica di Sindaco tenendo sempre presente che mi è stata affidata per essere gestita con responsabilità, per restituire ai villasantesi una città migliore, più viva, ricca di una nuova identità culturale e pronta per una maggiore coesione sociale e per un auspicato sviluppo economico. Le persone che vivono in questo Comune sono e saranno il centro del mio impegno, sono e saranno il valore incommensurabile del mio “stare qui”.

Questa Giunta, nuova, giovane per esperienza e desiderosa di crescere con il territorio che rappresenta, chiederà sempre a questo Consiglio di lavorare uniti per amministrare e promuovere il “bene comune”, la res publica intesa come cosa di tutti e quindi bisognosa della cura di tutti. Questa Giunta avrà cura del territorio, delle persone e delle situazioni conosciute una ad una, delle tradizioni e della storia di Villasanta.

Auspico quindi, e allo stesso tempo chiedo con fermezza e fiducia, un’ampia apertura di vedute e di dialogo a tutti i consiglieri: che si cresca insieme, ben sapendo che un limite, in questo senso, non esiste.

Mi rivolgo direttamente alle forze che ci accompagneranno nel cammino legislativo; per me forze di minoranza, non di opposizione. E il concetto, spero, esprima da solo le attese per un lavoro di gruppo (gruppo consiliare) i cui atteggiamenti critici non dovranno mai prescindere dal confronto aperto e rispettoso delle idee di tutti. Mai, qui dentro, farsi tradire da vecchi pregiudizi o polverose ideologie.

Mi rivolgo anche ai concittadini, invitandoli a seguire da vicino i Consigli Comunali e a partecipare attivamente alla vita socio politica di Villasanta; tutti noi, fuori di qui, siamo chiamati a ridare contenuto vero al senso civico.

Ai concittadini dico che “bene comune” è acqua, aria, terra, cultura, istruzione, lavoro: ricchezze individuali e collettive, che vanno tutelati e difesi, perché siano a disposizione di tutti.

Come ho avuto modo di dire lo scorso 2 giugno in occasione della celebrazione della Festa della Repubblica, è tempo che, una buona volta, le persone coscienti e oneste si persuadano che non serve a nessuno restare assenti dalla vita politica e lasciare libero il campo alle rovinose esperienze dei disonesti e degli avventurieri. Facciamolo!

Noi vogliamo che nessun villasantese si senta abitante inconsapevole di luoghi anonimi. Ascolteremo e collaboreremo con associazioni culturali, sociali, sportive, imprenditoriali e sindacali, con le Parrocchie, nella ricerca di idee e soluzioni che aumentino il senso di appartenenza e diano vigore a tutte le eccellenze del nostro paese: il welfare e la scuola, ma anche lo sport e l’associazionismo.

Ci impegneremo da subito. Lo stiamo già facendo, ogni giorno dal 27 maggio… E non poteva essere altrimenti perché entro il 31 luglio saremo chiamati a deliberare il Bilancio di previsione 2014, eredità dell’Amministrazione uscente della quale ben capiamo le difficoltà operative. Che noi supereremo, per garantire strumenti, regole e risposte alla comunità.

Una comunità senza regole chiare e uguali per tutti non è una comunità giusta.
E allora vogliamo che il nostro agire sia trasparente, le nostre scelte motivate, chiare e misurabili. Noi abbiamo il dovere e la responsabilità di rendere conto delle nostre azioni, perché ciò che facciamo ha sempre ripercussioni a lungo termine.

Sono convinto che amministrare in modo giusto significhi davvero garantire equità ad ogni cittadino; significa renderlo protagonista delle scelte e far sì che, da osservatore e fruitore di servizi, diventi protagonista della vita quotidiana.

Vuol dire mettere da parte favoritismi e gestione personalistica dei servizi.

Vuol dire mettere da parte visibilità e successi personali e abbattere le barriere esistenti tra cittadinanza ed Amministrazione.

Vuol dire mettere umiltà al fianco della politica, come nuovo modo di fare politica. Umiltà è fare un passo indietro per calarsi dentro ogni situazione con atteggiamento sobrio, di servizio, ma al contempo deciso e tenace, forti della fiducia derivante dall’ampio consenso elettorale e forti della stessa umiltà, che non fa rima con immobilismo, remissione o rassegnazione.

E da questa forza scaturiranno la scelte che ci spetterà prendere, Assessori e Consiglieri, chiusi in questa aula consiliare. Un compito gravoso e entusiasmante insieme. Oggi però sono contento, perché vedo in quest’aula, negli occhi delle persone davanti a me, negli Assessori e nei Consiglieri, soprattutto in quelli nuovi, giovani di età e di esperienza, la voglia di cambiare, di migliorare, di “metterci la faccia” per progettare la Villasanta del domani.

Inizio quindi con modestia e fermezza questo nuovo impegno, insieme ai collaboratori della mia Giunta e ai Consiglieri tutti.

A tutti loro va sin d’ora il mio ringraziamento. Ringrazio, infine, i cittadini per il compito che mi hanno affidato e per il sostegno che anche questa sera, in quest’aula, mi hanno voluto tributare con la loro presenza.Voglio concludere con una preghiera che Tommaso Moro, proclamato da Giovanni Paolo II nel 2000 patrono dei governanti politici cattolici, compose nel 1527:

“Signore dammi la forza di cambiare le cose che posso cambiare, la pazienza di accettare quelle che non posso cambiare
e la saggezza per distinguere la differenza tra le une e le altre”.

A noi tutti auguro un buon lavoro, per il bene di Villasanta.

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