Villa Reale, Piero Addis lascia dopo tre anni: «Sarei rimasto ancora…»

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Appassionato di arte contemporanea, moda, design, musica, letteratura e cinema dotato di grandi capacità creative con competenze artistiche straordinarie per quanto riguarda la video-arte, pittura e fotografia e con un curriculum che lo ha portato a lavorare in tutto il mondo da New York a Tokyo, a Londra, con ruoli di prestigio. Piero Addis, approdato a Monza nel 2017 come Direttore del Consorzio della Villa Reale e del Parco, sta lasciando in questi giorni l’incarico. Lo abbiamo incontrato per fare un bilancio di questi tre anni in città. Direttore fra qualche giorno lascerà il suo incarico dopo soli tre anni per lasciare il testimone a Giuseppe Distefano, attuale direttore della gestione del Museo della scienza e della tecnologia “Leonardo Da Vinci” di Milano. Un cambio al vertice un po’ prematuro… Cosa ne pensa?  «Conosco Distefano, abbiamo cenato insieme qualche giorno fa e senza nulla togliere alle sue competenze manageriali ottime, non ho compreso la scelta di Regione Lombardia di non optare, tra i 40 candidati in lizza (tra cui io stesso, ndr), per chi avesse competenze artistico/culturali ed ambientali, ma su esperti in area amministrativa. Tra l’altro il Consorzio ha già al suo attivo dirigenti di grande competenza nell’amministrazione che lavorano da anni con continuità, quindi non ho davvero ben compreso questa necessità. Quando un amore finisce di certo non mi presento sotto il balcone con i fiori. Forse Regione si aspettava da me cose che io non sono riuscito a dare. Nell’ambito della gestione pubblica di importanti monumenti o ville, penso sia un plus valore avere un curriculum con un profilo internazionale come il mio e una visione internazionale è determinante nelle scelte e nell’evoluzione di un territorio. Quando ho accettato l’incarico da Regione ero consapevole che le risorse per la cultura erano quasi nulle, avrei dovuto fare i conti con una realtà difficile. I 55 milioni di euro che Regione ha deciso di stanziare, nell’arco dei 10 anni, sono esclusivamente destinati alla ristrutturazione degli immobili e del verde. L’art. 1 dello statuto del Consorzio della Villa e del Parco si fonda sulla valorizzazione culturale e ambientale. Ho dedicato tutte le mie energie e il mio entusiasmo a progetti culturali senza risorsa alcuna; tre anni sono pochi: ci vuole quasi un anno per capire dove sei, visto il luogo complesso, poi quando hai maturato la tua esperienza e programmato itinerari futuri internazionali, devi abbandonare. Una cosa è certa: sono tranquillo di aver fatto il massimo senza gravare sulle spese pubbliche: parlo diverse lingue, mi tengo aggiornato a mie spese e ho sempre pagato gli alberghi, o sono stato ospite in casa di amici, durante le mie trasferte.

Il connubio fra il Consorzio e il Concessionario privato non sembra consolidato negli anni. Cosa è accaduto? La Villa Reale è chiusa ormai da qualche mese. Prevedete presto una soluzione?

Con Attilio Navarra, il legale rappresentante della società concessionaria Nuova Villa Reale Monza, abbiamo sempre cercato di collaborare, anche in quest’ultimo periodo in cui era necessario pianificare la ripartenza. Per quanto riguarda l’atto di recesso dal contratto di concessione che Nuova Villa Reale, ha notificato al Consorzio chiedendo 8 milioni e 307mila euro di danni ho molte perplessità. Se potessi gli chiederei il doppio della cifra per il danno di immagine che ha arrecato alla città di Monza. Ci penserà il tribunale a ripristinare questa triste vicenda. Le mostre che il privato ha promosso in questi anni, tolta quella di McCurry, che ha registrato un boom di visite anche per la curiosità della riapertura della Villa, quelle che si sono succedute, secondo me non sono state iniziative culturali di alto livello. La Villa Reale e Monza meritano molto di più. Io non ho accettato il mio incarico per risanare le sorti economiche della Villa e del Parco, ma speravo in un’intesa culturale con il privato. Monza presenta comunque diverse criticità che andrebbero risolte, in primis la rete dei trasporti che non facilita il raggiungimento della Villa e del Parco. Ho quasi la sensazione che la Villa Reale di Monza abbia un’aurea misteriosa: chi la vive, prima o poi l’abbandona. Tutte le persone che vi si sono succedute non sono riuscite a condurla verso il suo meritato trionfo. Con il sindaco di Monza Dario Allevi ho lavorato molto bene, abbiamo organizzato e programmato iniziative culturali anche di spessore. Di lui custodisco un ottimo ricordo, è una persona attenta e competente. Mi mancherà.

Cosa farà nel prossimo futuro? Ha già dei progetti?

Frequento il mondo dell’arte e della cultura internazionale; sto intanto valutando alcune proposte importanti, ma penso che prima mi concederò un anno sabbatico. Poi si vedrà. Mi spiace molto non aver potuto concludere questa bella esperienza monzese e non avere la possibilità di portare avanti i progetti internazionali che avevamo programmato, soprattutto il gemellaggio con i più importanti parchi del mondo fra cui il Central Park di New York e quello di Sydney, in Australia. Iniziative che avrebbero dato a Monza di sicuro la visibilità internazionale che merita. Vorrei augurare buon lavoro al direttore che mi seguirà. Spero che Giuseppe Distefano possa continuare in quello che non sono riuscito a fare io.

INTERVISTA DI ANTONETTA CARRABS

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