Verso Sesto: tolleranza zero contri i furbetti dell’affitto!

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SESTO SAN GIOVANNI – Una mano a chi è in difficoltà, ma tolleranza zero verso i “furbetti”, quelli cioè che non pagano le spese pur avendo le possibilità economiche per farlo. Più che furbetti, odiosi furbi. La questione casa è riesplosa negli ultimi mesi con le occupazioni abusive degli stabili ex Impregilo ed ex Marelli e, negli ultimi giorni, ha assunto le sembianze di un autentico dramma sociale con le periferie milanesi in rivolta tra occupazioni abusive e povertà.

A questo proposito, Verso Sesto, attraverso una nota, chiede tolleranza zero verso i morosi e suggerisce “… il Gruppo consiliare di Verso Sesto crede fermamente nel sostegno di quelle persone che, a causa della crisi che da anni attanaglia il nostro Paese, soffrono maggiormente. Crediamo che quello alla casa sia un diritto e che la Politica e la Comunità tutta, debbano rispondere a questa esigenza, promuovendo azioni che mettano a disposizione i beni che appartengono a tutti, quelli pubblici, per sopperire alle emergenze o difficoltà più o meno temporanee, di coloro i quali necessitano di un vero aiuto.

Per questo auspichiamo, nell’ottica di un utilizzo giusto ed equo dei beni disponibili, che si programmino azioni a breve termine per una seria ed intransigente lotta alla morosità degli inquilini delle case pubbliche. Di concerto con l’Assessore al Demanio abbiamo sottoposto, al Sindaco e alla Giunta le nostre proposte, per la lotta alla morosità e per far sì che le case pubbliche rispondano, in maniera molto più incisiva, alle esigenze abitative dei nostri concittadini.

L’offerta delle case di edilizia residenziale pubblica, crediamo, funzioni e possa essere continuamente valorizzata solo se tutti gli assegnatari provvedono al pagamento delle spese, in relazione alle loro capacità, così come previsto dalla legge. Non ci rivolgiamo ovviamente agli inquilini morosi incolpevoli, bensì a coloro i quali potrebbero, ma non provvedono a regolarizzare la loro posizione. Chi gode di un bene pubblico senza pagare il dovuto, pur essendo, in realtà, in grado di farlo, è colpevole e complice di quella parte della società e della Politica che rifugge le proprie responsabilità e non si preoccupa dei primari bisogni della persona. La politica ha il dovere di stabilire un giusto equilibrio tra risposta al bisogno, equità nell’erogarlo e legalità, soprattutto in un periodo come questo di grande difficoltà economica”.

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