Ventiduenne di Vimercate ucciso per pochi soldi dalla ferocia del branco

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Simone Dimitri Stucchi, 22 anni, figlio dell’edicolante del centro di Vimercate è stato accoltellato e ucciso la sera di giovedì 29 ottobre da un branco di giovani, molti dei quali minorenni, armati di spranghe, pietre e coltelli. In serata un gruppo di giovani provenienti da Vimercate e un gruppo di Pessano con Bornago, a pochi chilometri nel milanese, si ritrova in via Monte Grappa per chiarire alcune questioni. L’appuntamento tra le due “gang” era scattato su Instagram. sembra che proprio in rete fosse nato un diverbio per la contesa di una ragazza, ma anche per motivi di soldi legati al consumo di droga. Tra i giovani Vimercatesi c’era Simone che aveva da poco salutato papà Massimiliano, gestore dell’edicola del centro, per andare con gli amici a passare una serata. Non sapeva che lì avrebbe trovato la morte. Secondo un testimone proprio in quella via periferica di Pessano sarebbe scoppiata una rissa con tanto di armi tra cui pietre, spranghe, bastoni e qualche coltello. Nel parapiglia Stucchi è stato raggiunto da un fendente sotto l’ascella sinistra, a poca distanza dal cuore. Soccorso subito dal personale del 118 che era stato allertato da un passante (gli aggressori si erano subito dileguati), attorno alle 23.30, le sue condizioni erano già molto gravi. Il giovane è infatti morto poco dopo l’ingresso al pronto soccorso dell’ospedale San Gerardo di Monza. Stucchi era noto ai carabinieri per piccoli precedenti legati alla droga, ma avrebbe potuto avere un futuro e affrancarsi. Suo padre infatti gli aveva comprato un’altra edicola a Concorezzo e lo avrebbe indirizzato ad una vita più regolare. Intanto i carabinieri hanno già individuato una decina di giorvani che erano presenti alla rissa, grazie alle telecamere e alle celle telefoniche, ma anche alle tracce in rete lasciate dalla banda, si riuscirà presto a chiudere il cerchio sui responsabili.

 

 

Una questione sembra legata a pochi spiccioli e alla droga, ma anche una faida tra due bande rivali nata e cresciuta sui social sembrano all’origine del gesto efferato.

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