Vedano, affossato il progetto Clil

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di Marta Abbà

VEDANO AL LAMBRO – Più inglese, per tutti, con il Clil che, forte della riforma Gelmini per la scuola, quest’anno per la prima volta in vigore a pieno regime, dovrebbe raggiungere sempre più giovani studenti. A Vedano al Lambro, il Clil era partito in via sperimentale con le prime elementari dei bambini nati nel 2004, con insegnanti pagati dai genitori, 100 euro all’anno, ma oggi le cose non vanno bene. Il Clil è “amputato”, come spiega Paola Bongini, che aveva contribuito ad avviarlo con l’associazione Wake up, mamma di una delle prime alunne sperimentatrici del Clil vedanese, oggi in quinta elementare. E senza Clil.

Quante e quali sono le classi coinvolte nel progetto CLIL in questo anno scolastico 2014/15?

A partecipare sono 8 classi in totale, di cui 4 prime e 4 seconde. Le classi terze, quarte e quinte, sempre quattro per anno, con 23 alunni di media, sono escluse. Per loro è invece prevista un’ora di compresenza con una insegnante madrelingua inglese durante le ore di lingua inglese.

Quanti alunni, quindi, tra prime e seconde?

Tenendo conto di una media di 22 bambini per classe si arriva a oltre 170 bambini.

Sono più o meno dello scorso anno? Perché?

Le classi coinvolte sono esattamente come lo scorso anno. Questa impostazione è stata introdotta due anni fa, quando mia figlia era già al terzo anno di scuola. Il Clil era infatti partito in via sperimentale nella nostra scuola coinvolgendo le classi prime dei bambini nati nel 2004.

Cosa prevedeva inizialmente?

Due ore di Clil, nelle ore di materie come arte e musica. Poi l’anno seguente è rimasto così per i bambini di seconda elementare ed è stata offerta la stessa possibilità ai bambini che arrivavano in prima.

E al terzo anno ora?

Al terzo anno, come ho spiegato prima, la doccia fredda. Il Clil viene amputato letteralmente.

Il Clil che eravate riuscite a realizzare da chi era finanziato?

Si era trattato di una richiesta dei genitori, il docente di madrelingua a cui era affidato il progetto Clil era pagato da loro, come accade tuttora, con la collaborazione delle maestre.

Facciamo un passo indietro e mettiamoci nei panni dei giovanissimi studenti. In cosa consiste per loro il Clil?

Dovrebbe rappresentare per loro la possibilità di apprendere materie scolastiche veicolate in una lingua diversa dall’italiano. Non per forza in inglese, potrebbe trattarsi anche del cinese, ad esempio.

Con la riforma Gelmini in pieno regime, da quest’anno, cosa cambia per voi in merito al Clil, visto che già lo effettuavate?

Al momento non è ancora chiaro, andrà valutato in base a cosa la stessa riforma prevede in merito al Clil.

All’inizio come era stato accolto dalle famiglie?

Era stato chiesto proprio da loro. Con questo non voglio dire che non ci siano state voci contrarie oppure persone che avevano detto di non essere in grado di pagare il costo extra che Clil comporta, ma si era trattato di una minoranza. E comunque, quando c’è stato qualcuno che non poteva permettersi il costo del Clil, le altre famiglie, fra di loro, si sono divise la quota.

Quanto costava?

Nella prima versione il Clil costava circa 100 euro a bambino, per un anno di corso in lingua per due ore a settimana. Questo prezzo va contestualizzato pensando che portare un figlio ad una scuola di inglese “esterna” per un’ora sola alla settimana, e dopo 8 ore di lavoro in classe, costa circa 400/450 euro all’anno. Senza contare che l’onere di accompagnarlo e ritirarlo. Sopprimere il Clil, quindi, significa far sì che solo chi può permettersi una istruzione privata può dare ai propri figli la possibilità di migliorare le proprie competenze. E non solo di lingua.

Le maestre come hanno accolto i cambiamenti apportati dal Clil?

Ottimamente, direi. Quelle che lo hanno sperimentato.

E il Consiglio di Istituto?

Da parte del consiglio, tra l’altro composto anche da docenti della scuola media, c’è stato grande ostracismo. Questo atteggiamento alla fine ha fatto naufragare il progetto.

Per quali motivi è successo?

Alcuni motivi sono stati dichiarati nel verbale del Consiglio di Istituto. Ad esempio, le lamentele di alcune famiglie per il costo… ma non è mai stata detta la percentuale delle famiglie che eventualmente si erano lamentate. A noi risultava fossero poche, mentre molte chiedevano addirittura più ore.

Altri motivi?

Un altro motivo spiegato era che avrebbero fatto troppe ore di inglese, visto che dalla terza avevano anche due ore di inglese curricolare da aggiungere a quelle del Clil. Si sarebbe trattato comunque di 4 ore di inglese su 36 di italiano: tutte le altre materie sono infatti insegnate in italiano.

Esiste un problema di fondi per il Clil ?

La scuola non ha fondi per il progetto e non ha neanche insegnanti con le qualifiche per portarlo avanti.

 

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