Uscire dalla dipendenza da cocaina è possibile e c’è chi può aiutare

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Recenti sondaggi ed inchieste, hanno confermato che è sempre più diffuso l’utilizzo della droga. Sono sempre più bassi gli anni di chi inizia a consumare sostanze stupefacenti e anche in età adulta, sono molte le persone che ne fanno uso. Il perché si inizia è determinato da una serie di fattori, come il provare una nuova esperienza, per non sentirsi diversi dagli altri ragazzi, come aiuto per stare più svegli e attivi, come metodo per fuggire dalla realtà. Mentre alcuni rinunciano dopo la prima esperienza, molti altri continuano creando una vera e propria dipendenza.

Arrivati a questo punto la situazione diventa sempre più difficile da gestire. L’aiuto dei familiari non basta, anzi crea un effetto contrario di rifiuto nell’affidarsi a strutture dedicate al recupero, a comunità. Il paziente cocainomane tende sempre a trovare scuse per -difendere- il suo stato e per evitare l’allontanamento dalle sue sicurezze e da quella via di fuga dalla realtà, rappresentata dalla cocaina. L’avanzare della tecnologia e i suoi utilizzi, ha portato recentemente dei nuovi ed importanti risultati in questo campo. Stiamo parlando della terapia magnetica transcranica. Ne parliamo con due medici, il professor Marco Diana farmacologo della università di Sassari e il dottor Giorgio Corona specialista in terapia fisica. “Quali sono le leve per aiutare ad uscire dalla assunzione della cocaina?  Cosa è la terapia magnetica transcranica?” “E una terapia efficace e sicura che viene eseguita con onde magnetiche come la rmn diagnostica. E’ una terapia ambulatoriale, per cui non è necessario lasciare il lavoro e la famiglia. In questo modo alcune malattie neurologiche come le dipendenze e la depressione sono caratterizzate da una riduzione dei neurotrasmettitori, ad esempio la dopamina.

La terapia magnetica transcranica invece stimola la corteccia cerebrale ed equilibra le funzioni cerebrali, riduce il craving, riduce il desiderio compulsivo di assumere sostanze e di alcuni comportamenti come il gioco d’azzardo patologico”, spiegano i due medici. Questo tipo di terapia è rivolta a tutti, a persone di qualsiasi età e di entrambe i sessi.  In questo modo la persona non dovrà essere inserito in una comunità e potrà svolgere la sua vita regolarmente, mantenendo la propria privacy. I risultati fino ad ora raggiunti sono tre volte superiori rispetto ad altre terapie.

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