Un monologo sui migranti al Franco Parenti

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STAY HUNGRY- INDAGINE DI UN AFFAMATO l’opera di e con Angelo Campolovincitore del premio INBOX 2020 Vincitore del Nolo Fringe festival 2019 arriva al Franco Parenti di Milano dal 18 al 20 maggio in sala Grande. Stay Hungry scava dentro la vita e racconta con onestà la condizione dei migranti. L’attore siciliano Angelo Campolo, cresciuto alla Scuola di Luca Ronconi al Piccolo Teatro, ha accolto e conosciuto davvero da vicino, nei laboratori in riva allo stretto di Messina, dei giovani africani. E vederli recitare sul grande screen montato in palcoscenico concorre ad abbattere il muro della reciproca ignoranza e far luce su una forma di integrazione, l’arte appunto, sottovalutata per priorità burocratiche. Tre anni di vita, tra il 2015 e il 2018, diventano il racconto di un’Italia che schizofrenicamente ha aperto e poi richiuso le porte dell’accoglienza, lasciando per strada storie, sogni, progetti, relazioni umane avviate al grido (eccessivamente entusiastico) di Integrazione. Nel racconto di Angelo, teatranti e migranti si ritrovano insieme, sempre con minor occasione di colmare la propria fame di vita e di senso in una società come la nostra, ritrovando nel gioco del teatro un’arma inaspettata per affrontare la vita.L’ideazione scenica curata da Giulia Drogo prevede un impianto semplice, come richiesto dallo spettacolo che deve adattarsi in diverse tipologie di spazi. La scena, idealmente divisa in due sezioni, prevede sul fondo un’area di ricerca (tavolo, computer, microfoni, schermo sul quale proiettare il materiale richiesto dal bando che scandisce i capitoli della narrazione) e davanti, in proscenio, a contatto con gli spettatori, lo spazio/laboratorio dedicato al racconto, lì dove i numeri e le fredde categorie burocratiche si traducono in anime, volti, storie, nomi, rivissuti da Angelo in un dialogo confidenziale e appassionato con il pubblico.“Stay Hungry”, monito di Steve Jobs, risuona in chiave beffarda nel caleidoscopio di storie umane, da Nord a Sud, che attraversano i ricordi di questa autobiografia: bene e male sono divisi da confini incerti ma tutti i personaggi sono segnati, ciascuno a suo modo, da una “fame” di amore e conoscenza. Info www.teatrofrancoparenti.it

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