Un mare di rifiuti illeciti in Lombardia

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Riempivano di rifiuti illeciti capannoni abbandonati nel Nord Italia e ne seppellivano altri in una cava dismessa in Calabria. I Carabinieri forestalidei gruppi di Milano, Lodi, Pavia, Torino, Napoli, Reggio Calabria e Catanzaro, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Milano per undici persone tutte legate al mondo dei rifiuti.L’indagine è stata coordinata dalla DDa di Milano ed è stata condotta dal procuratore Alessandra Dolci e dal sostituto Silvia Bonardi ed è partita dal rogo di Cortenova in provincia di Pavia allargandosi a macchia d’olio in molte province lombarde e calabre. Dominus dell’organizzazione è Angelo Romanello, 35 anni, originario di Siderno (Reggio Calabria) catturato nella sua casa di Erba. In carcere anche Maurizio Bova, di 41 anni, originario di Locri (Reggio Calabria). Per altri nove sono stati chiesti i domiciliari. Tra di loro anche una consulente ambientale, iscritta all’albo in Lombardia, che operava per consigliare le migliori modalità di smaltimento illecito. Il volume complessivo di illeciti profitti è stato stimato in oltre 1.700.000 euro con riferimento all’anno 2018. C’erano anche rifiuti campani, e in particolare di Napoli e Marcianise (Caserta). I rifiuti, compreso `umido e indifferenziato´ provenienti da Napoli, arrivavano in Lombardia tramite un’azienda, la Smr Ecologia srl di Busto Arsizio (Varese), e di qui poi, una volta intasati i capannoni locali, finivano in Calabria «in zone a vocazione agricola e paesaggistica», anche vicino al mare.Complessivamente, sono state sequestrate 14mila tonnellate di rifiuti, che solo nel 2018 «hanno fruttato 1 milione e 400 mila euro». 

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