Droga in Brianza, nei guai cognato e sorella di Ponzoni

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Sono accusati dalla Procura di Monza di spaccio di cocaina. Un’attività fiorente gestita “in famiglia” da Argentino Cocozza e Laura Ponzoni, cognato e sorella di Massimo, l’ex politico di riferimento formigoniano in Brianza da tempo fuori dal giro. La donna, sulla quale pende l’accusa in particolare di aver procacciato i clienti al marito e di aver fatto da collegamento e da ricevimento di questi anche a casa sua (le intercettazioni agli atti sarebbero schiaccianti, ndr) si trova ora colpita da obbligo di dimora a Desio dove vive. mentre il marito, già coinvolto con Ponzoni nelle vicende di corruzione legata alla Ndrangheta di precedenti indagini, sarebbe stato tra i due il venditore al dettaglio di cocaina. I due comunque facevano parte dell’aritcolata organizzazione che è stata sgominata nella notte dai carabinieri di Desio e Vimercate coordinati dal procuratore monzese Salvatore Bellomo e dalla collega Giulia Rizzo. Tra le cinquanta misure cautelare applicate oggi, 21 sono in carcere, 18 agli arresti domiciliari e 11 all’obbligo di dimora). le indagini sono partite a fine 2013 tra Monza, Desio e Vimercate, e sono state poi ricondottein un unico filone che ha consentito di documentare l’esistenza di due organizzazioni criminali, fortemente radicate sul territorio lombardo: un primo (21 italiani, 2 marocchini e 1 spagnolo), con base logistica a Lesmo (MB), dedito al traffico e allo spaccio di cocaina e hashish in tutti i comuni della Brianza, nell’hinterland milanese, con ramificazioni nel lodigiano e in Sardegna; un secondo (26 italiani), con disponibilità di armi illecitamente detenute (circostanza corroborata dall’arresto di un indagato, trovato in possesso di un arsenale di armi), dedito all’approvvigionamento della cocaina, al relativo stoccaggio, nonché allo spaccio principalmente nei comuni della Brianza.
Nel corso dell’attività sono state arrestate in flagranza di reato 32 persone e sequestrato diverso stupefacente (2 kg. di cocaina, 2 kg. di marijuana, 23 kg. di hashish, 34 piante di marijuana), nonché 22 armi tra fucili e pistole (e relativo munizionamento) e circa 120 mila euro in contanti, provento dell’attività delittuosa.Coinvolto anche PIO Carmelo (figlio del 69enne PIO Domenico, noto esponente della “Locale” ‘ndranghetista di Desio, arrestato nel 2010 nell’ambito della operazione dei Carabinieri “Infinito” e ora recluso nel carcere di Voghera con fine pena al 12 apr. 2026), arrestato. Le principali piazze di spaccio sono state localizzate nei Comuni di Desio e Nova Milanese.
La disponibilità di armi da parte di alcuni personaggi veniva confermata, nel corso delle indagini, dall’importante sequestro effettuato dai Carabinieri il 21 apr. 2015 a Mariano Comense (CO) all’interno di un box dell’indagato MARANDO Pasquale  ove veniva scoperto un vero e proprio arsenale di armi perfettamente funzionanti costituito da: 2 fucili mitragliatori, 2 fucili a canne a mozze (di cui uno provento di furto), 13 fucili da caccia (di cui 6 provento di furto), 4 pistole semiautomatiche (di cui 3 con matricola abrasa), 1 revolver, 4 silenziatori e munizionamento vario. In tutto sono state 241 le intercettazioni telefoniche, 24 intercettazioni ambientali (con relativi servizi di geolocalizzazione), 8 sistemi di videoripresa; centinaia di prolungati servizi di osservazione sul territorio che hanno consentito di indagare complessivamente 118 persone e accertare oltre 1.200 episodi di cessione di stupefacente a centinaia di assuntori di varia estrazione sociale.

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