Truffe on line, coppia di Cinisello derubata di 15 mila euro

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Si sono visti svuotare il conto corrente da un momento all’altro senza capire cosa e come fosse accaduto. Una terribile avventura quella capitata ad una coppia di coniugi di Cinisello Balsamo, con due figli, che si è vista derubare di tutti i risparmi.  I due sono infatti stati vittime di un caso di phishing evoluto. Tutto è iniziato con un sms all’interno della messaggistica riservata alla loro Banca: il messaggio era collegato ad un’operazione di bonifico realmente eseguita poco prima dalle vittime attraverso l’home banking. L’Hacker, prima di inviare l’sms, già conosceva i dati del conto corrente dei clienti: sia l’importo del bonifico che il destinatario e, quindi, le due vittime si sono fidate che la richiesta fosse della banca. La coppia, assistita dall’Avvocato Giorgia Antonia Leone, ha denunciato immediatamente il fatto alle Forze dell’Ordine contro gli ignoti hacker, disconoscendo in Banca le operazioni non autorizzate, oggetto di truffa, e reclamando la civile responsabilità della Banca. Secondo il legale infatti esisterebbe una falla nel sistema informatico dell’istituto di credito, che ha reso possibile la captazione dall’esterno dei loro dati di conto corrente, inoltre la Banca ha avvertito i correntisti in ritardo, ossia giorni dopo l’inizio della disavventura, in tal modo non impedendo per tempo utile che il loro conto corrente venisse prosciugato, magari limitando il danno economico. Tutto è chiaramente da accertarsi. Raccontano le due vittime: «Abbiamo provato sconcerto, incredulità e panico misto ad una sensazione di impotenza non appena la nostra Banca ci ha avvertiti di quello che era accaduto, ormai evidentemente in ritardo… tutto il nostro lavoro, i nostri risparmi in mano a dei delinquenti che magari mai verranno identificati e puniti e poi neppure ci siamo sentiti tutelati dalla nostra Banca!». L’ennesimo caso di “phishing” va raccontato perché ci si chiede se sono davvero adeguati i sistemi impiegati e le conoscenze acquisite in relazione al continuo progresso tecnologico dagli Istituti di Credito per fronteggiare questi reati. «La  sottrazione dei dati del correntista, mediante tecniche e modalità fraudolente, rientra nell’area del rischio dell’impresa e che in forza di tale principio la Banca, prima di dare corso ad un’operazione, deve sempre accertarsi che essa sia davvero attribuibile al Cliente – ha spiegato l’avvocato Leone – Pertanto quando, come nel caso dei malcapitati di Cinisello Balsamo, il correntista disconosce un’operazione di pagamento, il fatto di avere utilizzato uno strumento di pagamento registrato dalla Banca non basta a dimostrare che tale operazione sia stata autorizzata dal cliente correntista. L’Istituto di Credito è obbligato a risarcire il correntista vittima di truffe, a meno che non dimostri la legittimità dell’operazione online, provando che vi sia condotta colposa dei danneggiati. Esistono troppi casi come quello vissuto dalla coppia di Cinisello Balsamo in tutta Italia ed è grave che tutto ciò possa ancora accadere, sebbene gli stessi Istituti di Credito ne siano consapevoli ed avvertano costantemente ed in ogni modo i loro utenti».

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