Tribunale di Monza, la presidente “bacchetta” i separandi

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“I signori avvocati sono invitati ad avvertire i coniugi che non saranno ammessi all’udienza di comparizione personale davanti al presidente del Tribunale nei giudizi di separazione e divorzio se l’abbigliamento non sarà adeguato (maglietta, camicia senza giacca, pantaloni corti, tuta…)”. Questo il contenuto di una lettera che il presidente del Tribunale di Monza, Annamaria Di oreste, ha fatto recapitare nei giorni scorsi agli avvocati del Foro brianteo. In pratica nella missiva si invitano i legali a “vigilare” sull’abbigliamento e i comportamenti a volte “poco urbani” dei propri clienti che si stanno separando e i quali procedimenti vengono assegnati allo stesso presidente. Immediata la reazione degli avvocati i quali hanno invitato a pensare che forse i problemi del Tribunale sono altri…E su facebook ad esempio carlo cappuccio, noto civilista monzese,  ha scritto: «Per carità il decoro dovrebbe sempre essere importante (per me lo è) e per certi versi, in condizioni normali, potrebbe anche essere una priorità …però penso non sia altrettanto decoroso che un cittadino debba aspettare anni e anni per la risoluzione della propria controversia, che per anni abbia dovuto constatare, ad esempio durante le prove testimoniali, che nelle udienze mancavano anche i fogli per redigere i verbali (e che puntualmente dovevano essere forniti da noi legali altrimenti bisognava andare in giro per il Tribunale a cercarli tra i colleghi), oltreché cogliere, in buona parte dei casi, un personale della giustizia inefficiente e che pare degno di un paese del terzo mondo (e mi fermo qui altrimenti non finisco più)…all’estero la giustizia italiana viene percepita come uno dei principali malanni del nostro paese, motivo per cui gli investitori stranieri stanno da noi alla larga…a fronte del degrado della nostra giustizia, certe comunicazioni mi fanno venire in mente il comandante di una nave che quando sta per affondare obbliga tutti i passeggeri ad essere con abbigliamento decoroso….non si saprà se arriveranno a destinazione, ma dovranno essere “decorosi”».

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