Tipologia di Amianto e Bonifica: Quello che c’è da sapere

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La pericolosità dei materiali che contengono amianto, e gli effetti nocivi che può causare alla salute delle persone e all’ambiente è ormai una certezza. Per questo si deve provvedere alla sua bonifica, da eseguire secondo le norme di legge.

In alcuni casi, queste norme risultano non molto conosciute e quindi le persone hanno dei dubbi su come procedere, sia semplicemente per capire “cosa bisogna fare” che per poter ottenere un risarcimento nel caso in cui l’amianto abbia procurato dei danni alla salute delle persone.

Le tipologie di minerali che vengono classificate come “amianto”, sono sei, con i nomi di “Crisotilo, Crocidolite, Actinolite, Amosite, Antofillite e Tremolite” e tutte sono cancerogene. Vediamo insieme come ci si deve muovere e a chi rivolgersi, in accordo alla legislazione vigente.

L’amianto è illegale in Italia

Già negli anni ’80 in Italia ebbero inizio le prime proteste e vennero intentate le prime cause che riguardavano l’amianto. Questo avvenne in quanto gli studi scientifici effettuati degli esperti misero in mostra la relazione diretta che esisteva tra la presenza di amianto e l’insorgere dei tumori anche a distanza di anni. Per questo fu promulgata, nel 1992, una legge, la n. 257 con la quale per la prima volta si vietava l’estrazione del minerale di amianto, e la successiva lavorazione e vendita.

Nello stesso tempo si iniziava a occuparsi di quei lavoratori che, avendo avuto contatto con l’amianto, erano stati danneggiati, riconoscendo dei benefici pensionistici pari all’aumento del 50% dei periodi nei quali erano stati esposti al minerale di amianto.

Nella stessa normativa è stato, inoltre, stabilito che negli ambienti di lavoro si deve mantenere la presenza di amianto al disotto di determinati limiti e, in caso di superamento sia necessario procedere alla bonifica.

Questa normativa vale sia nel settore privato che in quello pubblico. Negli anni successivi all’emanazione della legge, questa è stata completata con i relativi decreti che hanno stabilito metodi e operazioni da seguire per la bonifica.

La rimozione dell’amianto in accordo alle normative di legge

Per la rimozione dell’amianto, si deve tenere presente prima di tutto che è necessario rivolgersi a aziende esperte nel settore che sono in grado di eseguire tutte le necessarie procedure di smaltimento lavorando in sicurezza e rispettando tutti i protocolli e le normative vigenti.

I metodi che si devono utilizzare per l’esecuzione della bonifica sono stati stabiliti nel decreto pubblicato nel 1994. In particolare si devono seguire con attenzione i suoi dettami, quando la rimozione completa dei materiali contenenti amianto non sia possibile, come nel caso in cui sia impiegato nella realizzazione controsoffitti o pavimenti, mescolandolo con il cemento.

In questo caso viene eseguita la “messa in sicurezza” con l’applicazione di vernici a più strati che creino una divisione netta tra l’ambiente esterno e le superfici di controsoffitti e pavimenti che risultano contaminati. Questo procedimento viene definito incapsulamento.

La sigillatura delle superfici può essere eseguita anche con l’uso di altri materiali, ad esempio tramite il posizionamento di pannelli oppure la realizzazione di un muro. Il decreto stabilisce che si deve eseguire una valutazione precisa dello stato di degrado dei materiali contenenti amianto, dato che la pericolosità dell’amianto è direttamente proporzionale alle sue polveri ed alla loro inalazione, per cui a un livello di degrado o di danneggiamento più alto corrisponde anche un rischio maggiore. I materiali integri contenenti amianto sono quindi meno rischiosi ma devono comunque essere messi in sicurezza in modo da evitare il loro deterioramento.

Nel caso di materiali non danneggiati la normativa prevede che si possa eseguire periodicamente il loro controllo, eseguendo nello stesso tempo anche una manutenzione continua. Nel caso in cui lo stato di degrado cresca divenendo fonte di rischio, si deve obbligatoriamente provvedere alla bonifica di tutta l’area.

Le aziende che possono effettuare la rimozione dell’amianto

La legge stabilisce che chi effettua la rimozione dell’amianto deve essere iscritto all’Albo Nazionale Gestori Ambientali, per cui in nessun caso si può agire con il metodo “fai da te” per eseguire interventi sia di rimozione che di bonifica dell’amianto.

In tutte le regioni sono presenti aziende qualificate alle quali rivolgersi per l’esecuzione di questi lavori.

Ad esempio in Lombardia, una delle regioni italiane con la più alta presenza di manufatti in amianto, MBA Ambiente Milano è una delle aziende più accreditate.

Per quanto riguarda l’obbligo di rimozione, non è stabilito per legge per quanto riguarda le abitazioni private, mentre sono le Regioni che devono provvedere al censimento per quanto riguarda gli edifici pubblici.

Gli incentivi per smaltire l’amianto

Le procedure per lo smaltimento sono costose e quindi esiste la possibilità di richiedere un bonus attraverso dei bandi che mettono a disposizione degli incentivi per l’operazione. Questo avviene nei casi in cui si esegue una ristrutturazione che coinvolge l’eternit.

Nel 2021 è stato stabilito l’Ecobonus, che ha la validità fino al termine del 2023 e garantisce una detrazione pari al 110%. Successivamente la detrazione sarà confermata anche per il 2024 e per il 2025, con le percentuali che caleranno rispettivamente al 70% ed al 65%.

L’aggiornamento del 2021 della legge sull’amianto

Nel 2021 sono arrivate delle buone notizie per chi è rimasto vittima dell’amianto, in quanto aumenteranno i fondi a loro disposizione e le procedure per ottenerli saranno rese più snelle. Nella legge è stabilita una cifrauna tantum” pari a 10.000 euro da versare alle persone che abbiano una grave patologia legata all’esposizione all’eternit.

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