Tasse, stangata per le imprese brianzole

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MONZA E BRIANZA –  Tra il versamento delle ritenute Irpef dei dipendenti e dei collaboratori familiari, le ritenute in capo ai lavoratori autonomi, l’Iva, gli acconti Irpef, Ires e Irap, il versamento dell’ultima rata dell’Imu e della Tasi, di qui a fine anno, le aziende dovranno onorare 25 scadenze fiscali: una media impressionante di un obolo ogni due giorni.

Secondo l’Unione Artigiani di Monza e Brianza ammontano a poco più di cento le tasse tra addizionali, bolli, canoni, cedolare, concessioni, contributi, diritti, imposte, maggiorazioni, ritenute, sovraimposte, tasse e tributi. Tra le imposte più criticate, l’addizionale regionale all’accisa sul gas naturale (che si configura come una tassa calcolata su una tassa) e l’imposta provinciale di trascrizione (che si paga alla Provincia, che dovrebbe essere stata soppressa, quando si acquista un’auto nuova).

“Il commento a questi numeri sarebbe superfluo – tuona il segretario generale dell’Unione Artigiani Mb, Marco Accornero -, se non stessimo parlando di aspetti talvolta drammatici per la quotidianità di ciascun imprenditorebrianzolo, soprattutto se piccolo come nel caso degli artigiani. Urgono provvedimenti di semplificazione perchè, al di là della pesentezza insostenibile del carico fiscalegravante sulle imprese, va rimarcato il costo nascosto, e a sua volta ormai insostenibile, che la miriade di adempimenti fiscali impone agli imprenditori. I 2,5 miliardi stimati di tasse da pagare entro fine anno potrebbero anche raddoppiare se sommassimo tutti costi sostenuti dalle imprese per adempiere al loro pagamento. Sotto questo profilo non siamo affatto un Paese civile e siamo ben lungi da qualsiasi paragone con l’Europa.”

 

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