Taglio dei bus in Brianza, la Lega all’attacco in Provincia

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Lega Nord in Brianza

“La posizione sul taglio dei bus in provincia che tiene il cosiddetto Partito Democratico locale è anacronistica e ambigua”: è netta la denuncia che la Lega Nord brianzola fa della situazione in cui versa il trasporto pubblico riferendosi alla politica provinciale. Lo hanno espresso i suoi rappresentanti in una conferenza tenutasi lo scorso 19 gennaio nella sede dei lumbard.  «Daremo battaglia in ogni sede per ridare ai nostri cittadini semplicemente ciò che spetta loro e ciò di cui hanno bisogno. Non è più tempo di subire passivamente i diktat di uno stato centralista che prima taglia il trasferimento dei fondi, poi se ne lava le mani e ne fa pagare la conseguenze a tutti i lombardi», ha tuonato il segretario provinciale Emanuele Pellegrini. “Presenterò giovedì al prossimo Consiglio Provinciale una mozione (già inclusa nell’ordine del giorno) per il ripristino delle linee soppresse” ha fatto sapere il consigliere provinciale Andrea Monti. “Mi aspetto che Ponti e la maggioranza siano concordi nel votarla, perché ciò che viene davanti a tutto è il bene dei cittadini del nostro territorio, e non beghe di colore politico. La Corte Costituzionale ha indicato chiaramente che i fondi tagliati alle Provincie in attesa della Riforma Costituzionale, sarebbero dovuti essere trasferiti una volta avuta la certezza riguardo l’ente che ne avrebbe preso il posto… ed oggi mi sembra chiaro che sia di nuovo la Provincia.” “Spero che prevalga il buon senso” riprende il consigliere provinciale Andrea Villa. “La responsabilità politica della situazione attuale è figlia della mala-politica PD e della legge Del Rio, nonostante tutti i loro sforzi per buttarla in caciara e cercare di attribuire responsabilità inesistenti a Regione Lombardia; l’invenzione di improbabili e fuorvianti raccolte firme ne è la dimostrazione.” “E’ semplicemente inaccettabile approvare leggi come la famigerata Del Rio, fra le peggiori della storia della Repubblica” spiega Stefano Bruno Galli, capogruppo Lista Maroni in Regione Lombardia. “Il comma 5 e il 51 della stessa riportavano la dicitura: -in attesa della riforma-, riferendosi al Referendum costituzionale sonoramente bocciato dalla stragrande maggioranza degli italiani. E’ inaccettabile nell’ambito rigido della nostra Costituzione inserire leggi “fluide” in cui la legge ordinaria si impone sugli articoli della Costituzione stessa. E’ un mostro giuridico anticostituzionale.” Chiude il capogruppo in regione Lombardia Massimiliano Romeo: “Questo è un caso che dovrebbe vedere tutte le forze politiche lombarde, compresi i sedicenti autonomisti del PD, in battaglia per difendere diritti e bisogni dei nostri cittadini! In ragione del fatto che le risorse sono state prelevate ingiustamente alle provincie, e che la sentenza della Corte Costituzionale impone che debbano essere riassegnate, chiediamo che lo Stato ottemperi ai suoi doveri; in caso contrario siamo pronti a chiederne la messa in mora.”

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