Strangolò la compagna a mani nude, condannato a 22 anni

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Strangolò la sua compagna Charlotte, una bella ragazza di 26 anni di origini senegalesi, nella loro abitazione a Pozzo d’Adda il 24 settembre 2019. Carmelo Fiore, quarantenne di Cinisello Balsamo è stato condannato dalla Corte d’Assise di Milano a 22 anni di reclusione e 3 anni di misure restrittive per omicidio volontario aggravato. L’uomo, che era già stato sposato e ha due figli dal precedente matrimonio, era legato da pochi mesi alla bella Charlotte, una ragazza pulita e solare molto amata dalla sua famiglia e dalla comunità di pozzo d’Adda. Secondo le sue stesse dichiarazioni, dopo la confessione, l’aveva uccisa dopo una lite dovuta a futili motivi. «Una tragedia annunciata – ha spiegato l’avvocato della famiglia di Charlotte Maria Furfaro – la povera ragazza aveva già chiamato i carabinieri due volte per le violenze subite dal Fiore, ma poi non lo aveva denunciato per non ferire i figli che lui aveva con la ex moglie». La sera del 24 settembre 2019, nella casa di via taviani a Pozzo d’Adda dove Charlotte viveva da pochi mesi con Carmelo fiore, è scoppiata l’ennesima lite tra i due. «Spendeva troppo e non volevo che andasse lei a fare la spesa perché comprava cose costose – disse Fiore nella confessione – non potevo permettermi quello che chiedeva perché io ero in cassa integrazione e lei mi derideva, questo mi fece scattare». La verità è che il rapporto tra i due non andava bene da tempo e la ragazza soltanto pochi giorni prima del femminicidio aveva chiamato i carabinieri per una lite, ma ciò aveva portato ad alcuna denuncia. Dopo aver strangolato la donna Carmelo Fiore cercò di accoltellarsi ma non riuscì. Tentò poi di ottenere una perizia psichiatrica che lo dichiarasse incapace di stare in giudizio, ma alla fine i giudici lo hanno ritenuto capace.  La condanna è stata determinata dall’incensuratezza e dalla confessione dell’uomo. «Avremmo preferito una pena più severa – hanno detto i genitori di Charlotte – noi abbiamo perso una figlia meravigliosa in una maniera assurda e lui tra un po’ di anni sarà libero».

 

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