Stop moschea, il no delle opposizioni

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Nel Consiglio comunale di ieri sera la maggioranza di centro destra ha bloccato definitivamente il progetto della moschea ordinando l’immediato sgombero dell’area occupata dalla struttura provvisoria. L’opposizione è al contrattacco. I Consiglieri comunali di Lista Popolare X Sesto e Movimento Cinque Stelle, pur condividendo le motivazioni di carattere giuridico che hanno decretato la revoca della convenzione, hanno espresso un voto di astensione, preoccupati soprattutto dalla necessità di assicurare un luogo di culto alla comunità islamica attraverso un percorso condiviso con l’Amministrazione Comunale. I consiglieri Alessandro Piano (Lista Popolare X Sesto) e Vincenzo Di Cristo (Movimento Cinque Stelle) hanno dichiarato : “ a differenza della posizione espressa dal Partito Democratico e dalla Lista Chittò, i nostri gruppi hanno espresso la volontà di ridiscutere il progetto senza tuttavia trovare ascolto da parte della maggioranza . Abbiamo quindi promosso un ordine del giorno per ricucire lo strappo consumato con una parte della città e per aprire un confronto tra l’Amministrazione e la Comunità Islamica per individuare luoghi nei quali sia almeno possibile garantire la continuità del diritto di preghiera il venerdì. La maggioranza ha bocciato la nostra proposta ritenendola fuori legge. Non abbiamo parole per descrivere il voto espresso da Lega Nord, Forza Italia e Coalizione civica. Purtroppo nell’azione amministrativa della Giunta Di Stefano continua a prevalere la logica della propaganda rispetto all’equilibrio e al senso di responsabilità che sarebbero invece necessari per governare questioni complesse che riguardano diritti e libertà fondamentali”. Da parte sua Stefania di Pietro della Lista Chittò ha scritto: «Un provvedimento divisivo e inopportuno, che in nome della formalità giuridica crea un vulnus insanabile all’interno della comunità sestese, privando di fatto i nostri concittadini di fede islamica della possibilità di riunirsi pubblicamente in preghiera e negando un diritto sancito dall’articolo 19 della Carta Costituzionale» dichiara Stefania Di Pietro, capogruppo della Lista Civica “Insieme con Monica Chittò”.Questo il risultato del voto espresso dalla maggioranza di governo della città al termine di un dibattito acceso e appassionato ma inquinato da una volontà politica del centro destra tesa a pagare il pegno di spot elettorali. Determinante il voto del Polo Civico che, con la schiena dritta (come dichiarato dalla consigliera Aioisa) e senza il minimo tentennamento, ha avvallato una decisione politica scellerata, trincerandosi dietro il tecnicismo di una delibera formalmente corretta dal punto di vista giuridico, ma che lasciava aperta la possibilità di una soluzione differente. Invero nel corpo della stessa delibera si dice espressamente che si sarebbe potuto applicare, a fronte delle riconosciute inadempienze della Comunità Islamica, una sanzione pecuniaria, che avrebbe consentito di rivedere i termini della convenzione garantendo la continuità di un dialogo volto a garantire il rispetto delle regole e, al contempo, il diritto di preghiera per i concittadini di fede musulmana. Possibilità che era stata espressamente esplicitata dall’Assessore Lamiranda anche in occasione della Commissione Consiliare ma che non è stata ritenuta sufficientemente risarcitoria «Siamo profondamente rammaricati dal fatto che non vi sia stata la minima apertura verso questa possibilità soprattutto da parte del Polo Civico» prosegue Di Pietro «che, in fase di apparentamento si era dichiarato espressamente “forza di garanzia”…. Garanzia di cosa, sorge spontaneo chiedersi alla luce del voto espresso ieri sera? Garanzia di posizioni estreme e di forte rottura, come attestano le parole dell’Assessore D’Amico (Lega) che ha dichiarato “..questa sera ha vinto la Città di Sesto San Giovanni”. Affermazione che non condividiamo perchè ieri sera non ha vinto la nostra città, ha vinto la miopia politica di una maggioranza che ha optato per una linea dura che ha preso il sopravvento su scelte di governo più adatte alla nostra città, abbandonando di fatto i musulmani e creando un terreno pericoloso, soprattutto per quanto riguarda l’interazione e l’integrazione con le giovani generazioni, con quei ragazzi che di fatto fanno parte a tutti gli effetti della nostra società e che con i nostri figli condividono tutto (dai banchi di scuola ai momenti di divertimento) tranne la fede religiosa».

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