St Agrate, Cisl: “No alla svendita”

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AGRATE BRIANZA –  La Cisl scrive al Presidente del Consiglio Enrico Letta per “salvare” la St Microelectronics di Agrate. Il segretario generale di Monza e Brinza del sindacato, Gianluigi Redaelli, denuncia il rischio “svendita” della multinazionale ai francesi. Di seguito pubblichiamo la missiva inviata al Premier.

STMicroelectronics è un un GIOIELLINO come la chiamiamo noi in Brianza e in Lombardia. E’ la principale azienda all’interno del settore della micro elettronica o elettronica di base, settore di eccellenza e che risulta essere complessivamente in espansione.

Come Lei ben sa, STM è una multinazionale italo-francese; il 27% è posseduto pariteticamente dai governi nazionali, per l’Italia direttamente dal Ministero dell’Economia, il resto è collocato nelle borse di NY, Parigi e Milano.
La STM oggi occupa circa 10.000 dipendenti in Italia, di cui 5.500 in Lombardia (4.500 ad Agrate Brianza e 1.000 a Cornaredo), 4.000 a Catania, 300 tra Napoli, Palermo e Lecce e 50.000 nel mondo e in Francia circa 11.000.
Con l’indotto che è fatto non solo di servizi e aziende piccole/medie, ma anche centri di ricerca universitari, un posto di lavoro in STM equivale a circa un altro posto esterno, vuol dire per l’occupazione altri 10.000 addetti per un totale di 20.000 persone in Italia.
In questi anni abbiamo assistito a segnali di disparità tra Italia e Francia che come OO. SS. abbiamo da subito denunciato in modo negativo, sia sugli investimenti che sui livelli occupazionali. Fare una privatizzazione, vuol dire continuare ad essere miopi e non cercare invece di iniziare ad attuare scelte di politica industriale, sempre più necessarie ed indispensabili al nostro Paese. STM, in questi anni e in particolare nel sito di Agrate Brianza, ha fatto politiche importanti di assunzioni, negli ultimi due anni e mezzo sono stati assunti circa 700 operatori diretti di produzione dando risposte sia all’occupazione giovanile che alla rioccupazione di lavoratori di aziende in crisi del territorio; a questo si aggiungono gli ingressi di centinaia di ingegneri ogni anno e al riassorbimento di 506 lavoratori provenienti dallo scorporo di Micron (ex Numonyx).
In questi mesi come sindacato e RSU, anche con iniziative di mobilitazione, stiamo cercando di far comprendere a tutti e alla politica in primo luogo, l’importanza di mantenere queste caratteristiche importanti, perché facendo si continuano a dare risposte positive e di prospettiva all’azienda stessa oltre che al territorio dove essa è presente. E’ indispensable il mantenimento di parità delle quote azionarie tra Italia e Francia, perché è in questo modo si può garantire meglio i livelli occupazionali italiani e lombardi (comprensivi di quelli di Micron, ex dipendenti di STM).
Altro che dismissioni e/o privatizzazioni, è necessario che vengano anticipati gli investimenti tecnologici che ad Agrate Brianza sono previsti solo nel 2017. Ricordo che all’azionista pubblico (Ministero dell’Economia) vanno circa 40M$ ogni anno dei dividendi che STM genera e a tal fine pensiamo che questi soldi si possonoreinvestire nell’azienda!

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