Sistema Sesto, il pm chiede quattro anni per Penati

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Quattro anni di carcere per Filippo Penati, due anni e mezzo per Renato Sarno, l’architetto considerato il collettore delle tangenti del politico; due anni e sei mesi per Bruno Binasco, ex manager del gruppo Gavio. E ancora: due anni ad Antonino Princiotta, ex segretario generale della Provincia di Milano, anche due anni per i due accusatori del Sistema: Piero Di Caterina, al quale rimangono contestati solo due episodi (uno legato ai trasporti e uno all’edilizia sestese) e un anno e sei mesi per il costruttore Giuseppe Pasini, altro grande accusatore di Penati che ha ammesso più volte di aver dovuto pagare per poter lavorare a Sesto per decenni. Si è conclusa con queste richieste, nel tardo pomeriggio di martedì, davanti al tribunale di Monza, dopo un’intera giornata in aula, la requisitoria del pm Franca Macchia impegnata nel processo sul cosiddetto Sistema Sesto. Il magistrato che nella fase iniziale delle indagini affiancava Walter Mapelli, ha poi chiesto alla Corte presieduta dal giudice Airò, l’assoluzione per l’ex capo di gabinetto di Penati in Provincia, Giordano Vimercati e la confisca di 14 milioni a Codelfa, società del gruppo Gavio, per gli extracosti ottenuti sui lavori per la terza corsia della A7. «Non abbiamo potuto contestare la concussione a Penati perché si è avvalso della prescrizione – ha detto il magistrato – abbiamo tentato di fare delle rogatorie all’estero ma ci hanno ostacolato; comunque il fatto che Penati riscuotesse tangenti per non è chiaro e possiamo dimostrarlo». un excursus lucido di vicende complicate quello del magistrato che a questo punto dovrà attendere la prossima udienza quando parleranno gli avvocati difensori. «Mi assolveranno come è accaduto dalla Corte dei Conti», ha commentato Penati fuori dall’aula. «Comunque ho fiducia nella giustizia», ha concluso.

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