Sesto, Unione inquilini contro la giunta

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SESTO SAN GIOVANNI – Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa diramato dall’Unione inquilini di Sesto circa la situazione abitativa nella nostra città. Una nota corposa, nella quale non mancano duri attacchi all’amministrazione comunale.

Leggiamo dai comunicati stampa del Comune di Sesto San Giovanni che il 6 luglio la Giunta, in sede di approvazione della previsione di bilancio 2014, ha “approvato un piano di vendite del patrimonio immobiliare dell’Ente (50 appartamenti su quasi 1000 di proprietà del Comune) utile a finanziare investimenti per la città, in particolare per la riqualificazione delle case del comune e per l’efficientamento energetico”.

In merito le Organizzazioni Sindacali esprimono tutta la loro contrarietà per le seguenti ragioni. Sin dall’insediamento del nuovo Consiglio Comunale e degli organismi di governo abbiamo chiesto insistentemente e invano all’Assessorato competente l’elaborazione di un Piano Casa pluriennale che potesse indicare una strategia di media durata utile ad affrontare il dramma crescente della precarietà alloggiativa e del conseguente abnorme aumento degli sfratti.

Oggi apprendiamo, senza che l’Amministrazione Comunale abbia sentito la benché minima necessità di confrontarsi con le Organizzazioni Sindacali radicate nel territorio, che l’Ente ha unilateralmente e incredibilmente deciso di alienare parte del proprio patrimonio immobiliare; mentre cresce il numero delle famiglie sfrattate per morosità e dei pignoramenti immobiliari con proporzioni mai viste dal dopoguerra a oggi, indice di una crisi che morde buona parte della popolazione nei suoi diritti essenziali, il Comune di Sesto, invece di potenziare la disponibilità di patrimonio edilizio pubblico ed elaborare un piano casa indicante le strategie, decide al contrario di privarsi di alloggi pubblici per esigenze di cassa.

Ricordiamo agli amministratori della Città,  – che ben conoscono le proporzione del dramma alloggiativo grazie al buon lavoro di raccolta e monitoraggio della domanda effettuato quotidianamente dall’Ufficio Casa -, che non di appartamenti in meno abbiamo bisogno in questa drammatica congiuntura economica ma, al contrario, di un numero ben maggiore di disponibilità perché sempre di più sono i lavoratori strangolati dai mutui bancari, dai contratti che non vengono rinnovati, da una precarietà del lavoro divenuta ormai insostenibile.

Ricordiamo altresì alla Giunta che delibera l’alienazione di abitazioni Comunali che a oggi vi sono nel territorio decine di famiglie già sfrattate “ricoverate” in soluzioni abitative precarie e provvisorie quali gli alberghi e il residence di via Puccini, tale per cui appare obbiettivamente incomprensibile come possa il Comune pensare di alienare parte del proprio patrimonio mentre già oggi non è in condizione di soddisfare con le risorse date un bisogno primario quale quello della casa.

Alienare alloggi pubblici in un contesto in cui già oggi non si riesce a dare risposte a diritti umani sempre più calpestati, ci pare una decisione irresponsabile. Auspichiamo pertanto che venga riveduta la illegittima decisione di privarsi di parte del patrimonio edilizio comunale poiché in palese contrasto con la funzione propria della normativa in materia di E.R.P. Che, come noto, è quella di tutelare e dare risposte ai ceti meno abbienti, peraltro sempre più numerosi..

Nel caso di specie, infatti, non pare che l’Amministrazione abbia provveduto al necessario contemperamento degli interessi coinvolti nella scelta in oggetto. Il patrimonio edilizio comunale è un bene comune! Intendiamo difenderlo, e rilanciamo la lotta per potenziare la disponibilità di edilizia residenziale pubblica!

 

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