Sesto, svolta nella vicenda della casa di plastica

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SESTO SAN GIOVANNI – Che sia la volta buona? Forse, dopo anni di occupazione abusiva e false partenze, il complesso residenziale popolare che dovrebbe sorgere al posto del fatiscente edificio in fondo a via Catania, noto anche come “casa di plastica”, è ad una svolta.

In questi casi il condizionale è d’obbligo, ma l’amministrazione comunale ha fatto sapere che è stato sbloccato il cantiere perché Aler Milano ha individuato in via definitiva l’impresa che realizzerà il nuovo edificio: 46 alloggi, inizialmente finanziati grazie al programma Contratto di quartiere 2, la cui costruzione sarà ora garantita da un finanziamento della Regione Lombardia.

La ex casa di plastica, un fallimentare esperimento di edilizia a basso costo, degli anni settanta era stato abbandonato da tempo, diventando rifugio per una trentina di famiglie sudamericane che avevano occupato lo stabile nel 2005. La casa poi era stata demolita tra l’agosto 2010 e il gennaio 2011 in attesa della costruzione, al suo posto, di uno stabile di edilizia pubblica per un totale di 46 alloggi inserito nel secondo contratto di quartiere di Sesto San Giovanni.

L’assegnazione dei lavori da parte di Aler, però, è stata più volte prorogata per motivazioni chiaritesi solo nel 2013, con la conclamata crisi finanziaria dell’agenzia regionale, che ha portato in seguito la Regione a propendere per l’annullamento del contributo.

Tra settembre e dicembre 2013 l’Amministrazione comunale di Sesto San Giovanni ha però organizzato una serie di incontri con la Regione per tentare di mantenere almeno una parte delle risorse già finanziate per il Contratto di quartiere riuscendo, infine, a convincere la Regione a finanziare totalmente la realizzazione dell’edificio di via Catania 126.

“Per raggiungere questo risultato – ha dichiarato l’Assessore all’Urbanistica Edoardo Marinici siamo fatti carico di una serie di impegni con Regione che, tecnicamente, sarebbero spettati ad Aler. Ci siamo infatti resi disponibili ad affiancare Aler in tutti i passaggi tecnici e ci siamo fatti garanti del rispetto dei tempi di realizzazione dell’edificio. Siamo estremamente soddisfatti del risultato conseguito, che fino a pochi mesi fa non era nemmeno immaginabile. La crisi di Aler, infatti, aveva messo in discussione tutti i programmi e i finanziamenti e la strada sembrava ormai segnata. Devo ringraziare la Regione – e l’ostinazione dei nostri uffici – se ora possiamo portare a casa questo importante risultato“.

I lavori dovrebbero iniziare all’inizio di luglio per concludersi entro il dicembre 2015 per un costo totale di 4,5 milioni di euro.

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