Sesto San Giovanni nega la cittadinanza onoraria a Liliana Segre

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La notizia ha fatto così scalpore che oggi ne ha parlato anche il Corriere. Dopo il caso di Biella, sollevato ieri dal gran rifiuto di Ezio Greggio, ieri sera anche Sesto San Giovanni ha negato la cittadinanza onoraria alla senatrice Liliana Segre.

La proposta del riconoscimento alla senatrice a vita era arrivata dal Movimento 5 Stelle, ma il Consiglio Comunale sestese, dopo votazione, ha rigettato l’idea.

Il sindaco Di Stefano ha motivato la decisione, dicendo che “Liliana Segre non ha a che fare con la storia della nostra città e darle la cittadinanza sarebbe svilente per lei perché è una strumentalizzazione politica.”

Il Partito Democratico non ha digerito questa scelta della maggioranza e ha rilasciato un caustico comunicato stampa, che riportiamo integralmente: “Ieri sera in Consiglio comunale è stata bocciata la manifestazione di intenti presentata dal Movimento Cinque stelle e accolta da tutta l’opposizione che chiedeva la cittadinanza onoraria alla Senatrice Liliana Segre, ex deportata a 13 anni nel campo di sterminio di Auschwitz. 

Le motivazioni del Sindaco,  per altro unico interlocutore poiché i banchi dei Consiglieri di maggioranza hanno taciuto all’unisono, sono che “Liliana Segre non ha a che fare con la storia della nostra città”. Come non ricordare che anche l’Istituto Cervi non ha più ricevuto il contributo annuale a sostegno delle sue attività perchè “estraneo alla storia della nostra città” anche se incredibilmente Casapound ha ricevuto in affitto un luogo della nostra città. 

Il Sindaco ieri sera in Consiglio Comunale aggiunge poi la chicca “La inviterò personalmente il 27 gennaio”

Non vi è stato dunque nessun confronto con i consiglieri di maggioranza: il Sindaco ha imposto la “sua linea” anche a suon di strafalcioni. E i consiglieri hanno accettato di buon grado forse perchè è più facile mettere un dito su un bottone per votare contro che la propria faccia in una discussione. 

Asserire che Liliana Segre non ha alcun legame con Sesto San Giovanni è ridicolo. 

La Senatrice è iscritta all’Aned associazione degli ex deportati attiva sul nostro territorio dagli anni Cinquanta e organizzatrice ogni anno di un partecipatissimo viaggio nei lager con la partecipazione dell’Istituzione e del labaro comunale insieme a molti istituti scolastici e cittadini.

La nostra città è stata insignita orgogliosamente della Medaglia d’Oro alla Resistenza e che la Resistenza non abbia nulla a che fare con la deportazione e con la dittatura nazifascista che imprigionò la Senatrice a Auschwitz è un azzardo troppo ardito anche per il nostro Sindaco. 

Per ultimo Sesto San Giovanni sino ad ora è sempre stata solidale nei confronti di chiunque subisca discriminazione, aggressioni e insulti violenti. E questo ha molto a che fare con l’idea di inclusione, di confronto e di pace che ha caratterizzato la nostra comunità cittadina.    

A questo punto ci viene quasi da dire “Senatrice, dovessero invitarla, lasci perdere. Il Sindaco Roberto Di Stefano dice che qui lei è un’estranea”

Pensare che noi del Partito Democratico credevamo che, famosa in tutto il mondo, lei fosse una delle madri della nostra costituzione”.

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