Sesto, la Procura si appella contro l’assoluzione di Penati & Co

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Non avevano ancora finito di leggere le motivazioni della sentenza di assoluzione, che una tegola è caduta sulla testa di Filippo Penati e di altri ex imputati assolti al processo per il Sistema Sesto. Il pm monzese Walter Mapelli e la collega Franca Macchia hanno infatti comunicato di aver deciso di appellarsi alla sentenza, soprattutto in relazione a due vicende, della quali una va in prescrizione a giugno prossimo. Secondo i magistrati che stanno redigendo la motivazione dell’appello, non sarebbe stata chiarita e sarebbero state annullate le indagini sulla questione della cessione da parte della provincia di Milano allora guidata da Penati di un immobile in via Italia di proprietà di Piero Di Caterina e destinato a don Colmegna, il cui valore per la Procura era sospettosamente sopravvalutato e avrebbe nascosto i soldi per la questione trasporti che la Provincia doveva a Di caterina e che lui reclamava. C’è poi la questione della finta caparra da 2 milioni di euro, per la altrettanto falsa compravendita di un altro immobile tra la società Codelfa del Gruppo Gavio e Di Caterina, che secondo l’accusa, nascondeva il riconoscimento a Codelfa di “riserve” non dovute sui lavori per la terza corsia dell’autostrada A7 da parte di Milano Serravalle, controllata dalla Provincia di Milano e i finanziamenti a Penati attraverso la Fondazione ‘Fare Metropoli’. Dura la reazione di Penati: «Questo appello è assurdo anche perché i reati vanno in prescrizione ed è stata la Procura ad aspettare due anni prima di processarmi».

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