Sesto, la Giunda decide: nuovo bando per il Carroponte

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Approvato dalla giunta di Sesto San Giovanni uun nuovo bando di gara per l’affidamento in concessione dell’area Carroponte. La durata della concessione è stabilità in 2 anni a decorrere dal 1° gennaio 2019 con scadenza il 31 dicembre 2020. Il canone annuale a base di gara è fissato in € 70.000,00 + Iva (22%) all’anno, per complessivamente € 85.400,00 all’anno Non saranno ammessi alla gara coloro i soggetti che risultino avere pendenze debitorie nei confronti dell’Amministrazione Comunale a qualunque titolo – per contratti in essere o già scaduti, per imposte, tasse, tariffe o sanzioni amministrative insolute ovvero contenziosi aperti con l’Amministrazione. Nel bando si precisa che gli oneri a carico del concessionario per la gestione dell’area sono: tutte le utenze, manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria non strutturale, predisposizione di un piano di safety standard e un piano di safety per eventi straordinari.  L’aggiudicazione avverrà sulla base dei seguenti elementi: punteggio da attribuire all’offerta tecnico gestionale (massimo 70 punti), punteggio da attribuire all’offerta economica (massimo 30 punti) Inoltre sono esplicitamente a carico del gestore: l’installazione di idonea segnaletica indicante il “Carroponte” a partire dalla stazione della Metropolitana “Sesto Marelli” sino al sito “Carroponte”, il pagamento delle spese sostenute dall’Amministrazione per il distacco delle pompe idrauliche a servizio dell’impianto di climatizzazione dell’edificio MIL, il pagamento delle spese sostenute dall’Amministrazione per l’installazione presso il “Carroponte” del contatore di potenza minima disponibile (35kw).  Gli oneri a carico dell’Amministrazione rimangono: manutenzione straordinaria strutturale, piano security standard e piano security per eventi straordinari. L’operatore, in fase di gara dovrà presentare una programmazione delle attività per l’intero anno solare, che potrà essere comprensivo dei 12 mesi oppure solo di alcuni (stagione estiva).
L’Amministrazione riserva a sé stessa nel corso dell’anno 30 giorni da concordare.
“E’ un bando importante – commenta l’assessore alla cultura Alessandra Magro – che va a sanare molti punti che sono stati oggetto di contenzioso negli ultimi mesi. Prevede inoltre un canone annuale nettamente più alto rispetto al passato, un aspetto molto positivo in prospettiva per il Comune.
Il fatto di dare peso all’offerta tecnico gestionale ci consente di dare ampio risalto alle migliori proposte in termini di qualità. Questo perché l’obiettivo, oltre a ricevere il giusto canone, è quello di individuare un soggetto che risulti effettivamente il migliore e superiore rispetto agli altri dal punto di vista della qualità dell’offerta”

“Dopo aver scoperto – commenta il sindaco Roberto Di Stefano – l’incredibile anomalia, al vaglio della Corte dei Conti, delle utenze che il Comune, con l’amministrazione del Pd, non chiedeva al gestore della struttura, ci siamo subito attivati per recuperare quelle somme e per regolamentare l’utilizzo del Carroponte. Questo bando va in questa direzione, si passa da un assurdo canone di 10mila annui a un prezzo di mercato e si definiscono chiaramente le responsabilità del futuro gestore. Il Carroponte è un’eccellenza per il territorio e quindi nella creazione di questo bando abbiamo puntato decisamente sulla valorizzazione della struttura, nell’ottica di avere sempre più eventi per la città e non solo. Auspichiamo un’ampia partecipazione al bando per salvaguardare uno spazio ormai diventato punto di forza di Sesto San Giovanni”

2 Commenti

  1. per mia diretta sperienza, e le cifre nonchè i fatti parlano chiaro, ho visto che negli anni Carroponte ha sempre funzionato molto bene (tanti concerti ed eventi, nessun disordine, nessun problema evidente, tanto pubblico di tutte le età), quando leggo che il bando sembra tagliare fuori l’attuale gestione e nello stesso tempo l’amministarzione auspica di “avere sempre più eventi per la città e non solo” , mentre parla di aumentare i canoni e gli oneri per il Gestore che vincerà, e dice anche di volere “individuare un soggetto che risulti effettivamente il migliore e superiore rispetto agli altri dal punto di vista della qualità dell’offerta” mi domando se , per ragioni che spero non siano meramente di facciata politica, non stia facendo un pericoloso e autodistruttivo salto nel buio, con buona pace di tutti quelli che negli anni hanno potuto passare delle belle serate al Carroponte di Sesto. Ricordiamoci che fare le nozze con i fichi secchi non è possibile, spesso se si cerca anche qualità e quantità insieme ed in particolare nel settore spettacolo, dove le difficoltà sono tante, i ritorni economici pochi, e quei pochi che sanno fare bene questo mestiere senza creare problemi ne diventare esosi sono veramente pochi ed è meglio tenerseli ben stretti!

  2. complimenti a chi pensa che carroponte sia “spazio ormai diventato punto di forza di Sesto San Giovanni” per il solo effetto di essere cemento e ferro in uno spazio pubblico mi sembra una interpretazione della realtà quanto meno fantasiosa e ottimistica.
    senza il lavoro di quelle persone che per anni hanno continuamente migliorato questo spazio di ferraglia e cemento facendone un luogo di spettacolo di successo e di gradevole svago per centinaia di migliaia di persone Carroponte sarebbe rimasto quello che era “ferraglia e cemento…”
    Mi sembra che liquidare la gestione precedente, escludendola come pare dal bando, dopo che ha fatto negli anni il vero lavoro di qualificazione dei carroponte , e quasi tacciandola di non essere in grado di produrre un offerta di qualità è proprio una scelta insensata, poco rispettosa del buon lavoro delle persone e sicuramente poco legata alla realtà.
    Complimenti anche all’assessore alla cultura che calca la mano su contenziosi e su canoni positivi perchè alti… forse dovrebbe preoccuparsi di valutare con quali presupposti i nuovi gestori (se mai ce ne saranno) potranno fornire qualità a fronte dei nuovi alti costi di affitto, non sa forse la dottoressa che la cultura (i concerti, gli spettacoli ecc.) non danno di per se redditi alti? e che più aumenti i costi e più i gestori cercheranno di fare business con altri mezzi (ristorazione, bibite, merchandising ed altro?) altro che maggiore offerta culturale 😉
    Auguri

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