Sesto, il sindaco Di Stefano lascia Forza Italia per la Lega

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“Il coronamento di un percorso naturale perfettamente coerente con le scelte politiche dell’amministrazione comunale”.  Così il sindaco di Sesto San Giovanni, Roberto Di Stefano, definisce la sua scelta di lasciare Forza Italia per entrare a far parte della Lega Nord. Una scelta già compiuta da sua moglie Silvia Sardone alcuni mesi fa che Do Stefano ha ritenuto opportuna considerando la parte moderata del partito di Salvini. “Sesto è una città simbolo, dove dopo 72 anni ininterrotti di sinistra siamo riusciti a espugnare l’ormai ex Stalingrado d’Italia con la forza delle nostre idee e dei nostri programmi. Chi ci ha preceduto stava chiuso nei palazzi, noi siamo sempre sul territorio, tra la gente, nelle periferie. E il cambio di marcia è evidente: Pd e compagni hanno abbandonato i sestesi e bloccato lo sviluppo della città condannandola al degrado, noi la stiamo facendo rinascere. Non è un caso che oggi siamo qui, in via Marzabotto, quartiere popolare dove gli ex sindaci rossi non si vedevano mai, sordi alle richieste dei cittadini. Noi abbiamo rifatto il porticato, trovato i fondi per la scuola, approvato un progetto di riqualificazione della piscina, realizzato un impianto fognario, rifatto le strade, piantato nuovi alberi. Noi siamo quelli del fare, dei fatti al posto delle parole, senza false promesse e senza perdere tempo”. Sesto San Giovanni, col cambio di amministrazione nel 2017, è diventata un modello riconosciuto a livello nazionale e non solo per le sue politiche volte a garantire la sicurezza dei cittadini e a favore della legalità. “Con la sinistra – spiega il sindaco Di Stefano – Sesto era la città più insicura dell’hinterland, ora la musica cambiata e la situazione si è ribaltata: per fare alcuni esempi le rapine sono diminuite del 36% e le violenze sessuali del 50%. Deteniamo il record di allontanamenti-daspo in tutta Italia: oltre 700. La Polizia Locale non la impieghiamo solo per fare la multe, con noi gli agenti stanno sul territorio, fanno indagini, pattuglioni ed eseguono arresti”. Sulla questione delle case popolari l’amministrazione Di Stefano, a differenza di quanto avveniva in passato, applica le leggi senza discriminare nessuno. “Chi si mette in graduatoria e dimostra di avere tutti i documenti in regola può ottenere la casa. Negli ultimi mesi la magistratura si è espressa sulla questione con diverse sentenze, alcune favorevoli e altre contrarie, ma senza nessuna paura io rivendico il diritto delle case popolari prima agli italiani, ai sestesi che per anni hanno contribuito alla crescita della città. A sinistra hanno il coraggio di dire che questo è razzismo, invece è semplice buonsenso: sono loro a discriminare gli italiani”. La sinistra sestese spinge ancora per la realizzazione della più grande moschea del Nord Italia. “Pd e compagni vogliono ancora trasformare Sesto nella Mecca d’Italia: una follia che avevamo promesso di stroncare in campagna elettorale e per cui abbiamo mantenuto gli impegni presi. Sesto è dei sestesi, non di chi si è dimostrato inadempiente e si appoggia su fondi oscuri”.

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