Sesto, il Comune vende le farmacie

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Il Consiglio comunale sestese ha deciso per la vendita all’asta delle farmacie. L’idea è quella di incassare 14 milioni di euro. I dieci punti vendita della città dovrebbero infatti passare dalla proprietà unica del settore pubblico alle copartecipazioni insieme al magazzino. L’azienda, nata nel 1955, aveva subito un collasso nel 2012 e due anni dopo era stata costituita in srl ma ciò non era bastato a ripianare le perdite. Ecco perché il Consiglio comunale su proposta della maggioranza ha modificato lo statuto che obbliga il Comune ad essere unico socio. Se l’asta pubblica darà i suoi effetti il personale verrà riassorbito dalla nuova società.  Contrari Pd e Movimento Cinque Stelle.  “La vendita prescinde dal fatto che oggi la srl produce utili. Ma per stare sul mercato c’è bisogno di investimenti che comunque la srl non è in grado di sostenere”. ha detto Sandro Piano. Gli fa eco Stefania Di Pietro di Sesto al primo posto. “Interesse collettivo e dei dipendenti non deve essere in antitesi. La vendita delle quote comporta il passaggio della proprietà con tutti gli elementi costitutivi, come i contratti di lavoro che non possono essere interrotti nonostante il cambio di governance”. Critica Serena Franciosi del Movimento Cinque Stelle che comunque non ha approvato la mozione: «Se il Pd avesse voluto salvaguardare l’azienda pubblica non l’avrebbe trasformata in srl. Avevamo pronosticato come sarebbe finita”.

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