Sesto, Idv denuncia il caso Core: rischio maxi multa da 8 milioni

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SESTO SAN GIOVANNI – Se la sentenza d’appello dovesse confermare quella di primo grado, i due milioni di buco dell’Azienda speciale Farmacie comunali sarebbero ben poca cosa a confronto dei 4 che il Comune di Sesto sarebbe costretto a sborsare per il caso Core. Attraverso un comunicato, Italia dei Valori “denuncia” la spada di Damocle che pende sull’azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nella nostra città nonché il forno inceneritore di via Manin.

Già una sentenza di primo grado obbliga il CO.R.E. a restituire allo Stato gli incentivi percepiti sulla base della delibera CIP6/92 che riguardano l’energia elettrica prodotta con impianti alimentati da fonti rinnovabili o “assimilate” (leggi rifiuti urbani e quindi forno inceneritore). Secondo il Ministero dell’Ambiente il CO.R.E. vendeva energia elettrica al Gestore dei Servizi Energetici (ad un prezzo superiore a quello di mercato, appunto come incentivo) e – si legge nella nota diffusa da Idv – nello stesso tempo vendeva calore ad A2A. Il Ministero quindi vuole che gli vengano restituiti gli incentivi indebitamente richiesti per un importo superiore ad otto milioni di euro.

Il CO.R.E. ha fatto ricorso, ma se anche la sentenza in appello dovesse confermare quella di primo grado, la speranza è che nelle casse siano rimasti quei soldi, altrimenti il Comune di Sesto si vedrebbe costretto a restituire oltre quattro milioni di euro, sempre che i comuni soci di minoranza intendano poi onorare la propria parte di debito. Questa vicenda – prosegue il comunicato – è pressoché ignorata all’interno dell’Amministrazione, non se ne parla, è quasi rimossa, come sempre il problema verrà affrontato dopo, mai prima, un evento di questa portata potrebbe costare il fallimento al Comune di Sesto San Giovanni eppure è volutamente lasciato in disparte, quasi non fosse argomento di cui preoccuparsi.

Per i cittadini sestesi sarebbe una beffa doppia, anzi tripla, il maggior costo energetico del CIP6 è a carico degli utenti e pagato attraverso le bollette dell’energia elettrica, quindi i cittadini sestesi hanno pagato per l’energia elettrica venduta dal CO.R.E., pagano la tassa per lo smaltimento dei rifiuti urbani gestito dal CO.R.E. ed alla fine pagheranno per coprire il buco di bilancio dovuto al CO.R.E. Non c’è che dire, un triplete da ricordare!

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