Sesto, i Giovani sestesi criticano l'arrivo dell'esercito

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«Invocare l’invio dell’Esercito a Sesto è sicuramente uno slogan ad alto impatto politico e a costo zero, almeno per l’amministrazione locale – parte la critica al sindaco dei Giovani sestesi – Ma i militari sono davvero la soluzione giusta ai problemi di sicurezza di Sesto San Giovanni? Probabilmente, un buon amministratore avrebbe dovuto fare una riflessione più attenta ispirata a obiettivi più solidi e duraturi, anche nel rispetto delle Forze dell’Ordine che già operano nella nostra città con grande valore e impegno secondo noi è fondamentale potenziare il commissariato di Polizia e i carabinieri». Secondo Paolo Vino dunque La presenza di una pattuglia dell’Esercito, che è sì coordinata dalla Polizia di Sesto, si inserirebbe come un corpo estraneo . «I militari girano nelle vie della città a bordo di un mezzo più adatto al deserto che non all’asfalto di Sesto San Giovanni e con ridottissime possibilità di intervento. La stessa Corte dei Conti nel 2016 non aveva potuto verificare le prestazioni dei militari impegnati in tutta Italia nell’operazione “Strade Sicure” perché la “percentuale di risultati è estremamente ridotta rispetto a quelli delle forze dell’ordine” – cpnclude – Sappiamo quali sono i risultati operativi di questi militari nel primo mese di lavoro a Sesto San Giovanni? Per garantire il pattugliamento nelle 24 ore, sono impegnati almeno 12 militari, se non di più tenendo conto delle esigenze di riposo, malattia e ferie. Sarebbe stato più saggio e concreto chiedere al Prefetto e al Questore che quello stesso numero di uomini e mezzi fosse destinato a potenziare l’attività del Commissariato di Polizia di Stato o della Compagnia dei Carabinieri»

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