Sesto, Di Stefano (FI): Solo aumenti di tasse

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SESTO SAN GIOVANNI – Ci va giù pesante Roberto Di Stefano, Capogruppo consiliare di Forza Italia a Sesto nella relazione presentata al Consiglio comunale: “E’ chiaro a tutti – evidenzia Di Stefano -, che l’ultimo bilancio comunale approvato, senza nessuna manovra correttiva, avrebbe registrato alla fine dell’anno un disavanzo. In maniera irresponsabile, anziché portarci oggi un bilancio preventivo che ripensi tutte le voci di spesa e il modo di erogare servizi, l’Amministrazione Chittò ha deciso di perpetrare una lunga fase di aumenti delle tariffe e delle tasse. Una ostinazione cieca, essendo note le difficoltà dell’Amministrazione a reperire anche solo le vecchie coperture”.

Ma veniamo ai numeri, come scrive nella relazione prrsentata in Consiglio Roberto Di Stefano. “Le varie giunte che si sono succedute a Sesto hanno vissuto sugli allori spendendo spensieratamente e non effettuando alcuna spending rewiew  – scrive il forzista -. I tagli ai trasferimenti statali li ritroviamo pari pari spalmati sulle entrate tributarie che passano da 46.675 a 55.380 euroPoi abbiamo l’IMU ai massimi nazionali, la TARI, la TASI al massimo, per non parlare dei parcheggi a pagamento che, col passare degli anni, sono aumentati del 100% (ovvero da 0.50 cent a 1.00 euro ogni ora). Non solo. L’aumento delle tariffe vede includere anche quelle della piscina, delle rette scolastiche e degli asili nonchè quella sulla mensa scolastica. In più la gestione delle aree destinate agli orti urbani ed ora anche l’introduzione della Tassa di Soggiorno.

E proprio sulla Tassa di Soggiorno, Roberto Di Stefano, evidenzia che “(…) anziché considerare il turista come una risorsa dell’Expo, in quanto genererebbe un cospicuo indotto alle attività e agli esercizi presenti sul territorio sestese, la sinistra ha scelto di aumentare la tariffe senza neppure offrire gli adeguati servizi”.

Ma c’è dell’altro – aggiunge il capogruppo di Forza Italia – . La sinistra sestese ha affermato che il bilancio sconta il dato di una rigidità molto alta. Per rigidità si intende quella parte di risorse che possiamo già considerare spese al primo di Gennaio. In particolare, emergono i tagli alla spesa per il personale, sedimentatasi negli ultimi anni per  600.000 euro di risparmi (personale da 756 a 732 oggi; dirigenti da 15 a 13), si omette però di dire l’anno di comparazione anche perché se si prendesse un anno che precedeva il mandato del Sindaco si notano che i dipendenti erano nettamente inferiori. Quindi che sedimentazione strutturale è stata attuata? Ma c’è il trucco! Prima delle elezioni amministrative  si fa un’infornata di dipendenti magari assumendone 50 per accaparrarsi i voti, tanto col passare degli anni altri dipendenti andranno in pensione e quindi si risulta bravi a tagliare le spese pur assumendo. Così com’è in malafede quando si annuncia il blocco delle assunzioni nelle linee d’indirizzo vincolanti per tutto l’ente per costruire il bilancio preventivo 2014, ma se ciò non viene vincolato fino a fine mandato il giochino verrà rifatto”.

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