Sesto, Di Stefano denuncia una presunta nuova parentopoli

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Posti occupati da amici e parenti degli assessori e consulenze ai soliti noti. Una denuncia pesante, con prove alla mano, quella che fa il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale Roberto Di Stefano. «Grazie ai dipendenti ho potuto stilare un elenco che ha dell’incredibile – spiega Di Stefano – pubblicità affidate a dipendenti comunali, premi di produttività assegnati su giudizio del convivente, figli e figlie di ex sindaci e consiglieri impiegati in comune e nelle partecipate, dipendenti comunali e assegnatari di consulenze scelti gli  fra appartenenti ai partiti di maggioranza e ex candidati “trombati”, mogli di appartenenti la maggioranza “piazzate” nelle municipalizzate o nello staff del Sindaco. E ancora: generi di ex assessori assunti come amministrativi, grazie all’aumento dei posti messi a concorso, strane  assunzioni di parenti d’esponenti politici sestesi in enti di altri municipi dove lavorano loro parenti, con successivi trasferimenti a quello d’origine, dipendenti del settore urbanistica, che gestiscono pratiche delle cooperative edificatrici dell’appartamento dove abitano. Impossibile non pensare male, doveroso farlo, anche a costo di sbagliarsi, se come nel mio caso si ricopre una carica pubblica. Quindi sul piano morale mi sento di condannare con forza le palesi violazioni del codice etico, che la giunta stessa ha voluto darsi».

Intanto la segnalazione del consigliere si fa ancora più concreta perché Di Stefano ha anche inviato un esposto alla Procura della Repubblica di Monza, con la richiesta di verificare se è stata rispettata la normativa sui bandi pubblici per l’assunzione di personale dipendente, se eventuali situazioni d’incompatibilità siano state segnalate a direttore del personale e segretario generale, per ricevere la preventiva autorizzazione dell’ente e in caso affermativo. Infine, se tali autorizzazioni sono state riportate nelle relazioni dei dirigenti di settore come previsto dal codice di comportamento e dalla normativa anticorruzione dei dipendenti e amministratori pubblici.

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