Un pesante e improvviso terremoto politico sconquassa la Giunta di Sesto alla vigilia dell’approvazione del nuovo Pgt. L’ex vicesindaco Gianpaolo Caponi in un lungo video pubblicato su tutti i suoi social ha rivelato i motivi che l’hanno portato a dimettersi nel 2018. Nel filmato, al centro anche di un “giallo” degno di un film noir (il video pare sia scomparso dopo poche ore dalla pubblicazione, hackerato da qualcuno che voleva farlo sparire), Caponi pone interrogativi etici e politici sull’operato di Di Stefano e della Giunta in occasione della cessione delle aree Falck avvenuta nel 2019.

Ecco il comunicato integrale in cui l’ex vicesindaco lancia il suo pesante J’accuse contro Di Stefano, coinvolgendo anche sua moglie Silvia Sardone: “Quasi 4 anni fa ho rimesso le mie deleghe di Vicesindaco di Sesto San Giovanni nelle mani del sindaco Roberto Di Stefano non condividendone più il suo operato e le modalità di governo che sempre più stava attuando in tutti i settori della vita civile e sociale. In quel momento ho considerato chiusa per sempre la mia esperienza politica.
In molti, non avevano compreso e condiviso il mio gesto. Anche alcune delle persone che con me avevano dato vita alla lista civica Sesto nel Cuore avevano preferito seguire il Sindaco, forse non comprendendo a pieno i miei dubbi e le mie perplessità.
Ora che gli effetti di molte di quelle scelte politiche stanno maturando in un complessivo peggioramento della qualità della vita nella nostra città, ho deciso di condividere con voi alcuni dei motivi che in quel mese di aprile del 2018 mi avevano convinto a non proseguire.
L’ho fatto non prima di essermi documentato e di aver raccolto vicende e documenti in grado di dimostrare il complessivo arretramento della città non soltanto sul fronte dell’offerta e della qualità dei servizi, dell’appesantimento della tassazione locale e della riduzione delle opportunità sociali. Sesto San Giovanni è arretrata soprattutto sul fronte etico e del senso civico di alcuni dei suoi amministratori. E come più volte ci eravamo detti nell’esperienza di Sesto nel Cuore: non può esistere politica se al centro non c’è etica.
Ho registrato alcuni video nei quali intendo condividere alcuni fatti che riguardano questa amministrazione con i cittadini di Sesto San Giovanni e, naturalmente, con gli amici che con me avevan dato vita all’avventura civica del 2012.
Il lunedì 16 Aprile 2018, come è noto, ho dato le mie dimissioni con un comunicato ufficiale, prendendo le distanze dalla Giunta e dal sindaco e dichiarando che certi valori non sono negoziabili, non hanno prezzo. Angela Tittaferrante non esitò nella scelta di dimettersi dimostrando, coerenza e coraggio, mentre lo stesso non fece l’altro Assessore, Maurizio Torresani, anch’esso in quota civica, che decise di continuare ad appoggiare politicamente il sindaco nonostante fosse a conoscenza di tutte le circostanze che mi avevano condotto a fare il passo indietro. Lo stesso giorno riunii il mio gruppo con tutti i consiglieri rimasti leali al progetto civico e il Direttivo (scattammo anche una foto poi postata su FB) e raccontai a tutti per filo e per segno gli ultimi accadimenti, le mie preoccupazioni e le mie motivazioni. Dissi chiaramente che la nostra storia e il nostro impegno non potevano accettare compromessi mescolando temi come finanza, interessi economici e politica; e scrissi su un foglio, chiuso in una busta controfirmata da tutti i presenti, il nome e cognome del politico presente alla riunione del 12 Aprile 2018, che mi era stato detto sarebbe poi diventato il vero gestore, con ruoli nella società proprietaria, nella cessione delle aree ex Falck.
Orbene, successivamente si è venuti a conoscenza dei fatti che seguono e che descrivo nel primo
dei miei video disponibili sulla mia pagina facebook e instagram. (clicca qui
https://www.facebook.com/100015194584609/videos/623656522110381/)

1) Della nomina, (legittima, essendo una società di diritto privato) del Senatore Paolo Romani nel ruolo di Vicepresidente e Consigliere Delegato della società Milano Sesto che gestiva il cantiere delle aree dismesse in sostituzione del Dr. Castellaneta;
2) della avvenuta cessione nel mese di maggio 2019 della aree Falck (le aree dismesse più grandi di Europa estese su un milione cinquecentomila metri quadrati), con risonanza sui quotidiani nazionali, ad un nuovo gruppo imprenditoriale e successive nuove nomine del CdA con successiva fuori uscita, legittima anch’essa, dalla governance societaria del Senatore Paolo Romani con tanto di ringraziamenti per l’opera svolta nelle operazioni di vendita;
Ma soprattutto si è venuti a conoscenza:
3) della circostanza che la compagna del Sindaco Roberto Di Stefano, Silvia Sardone, ora Eurodeputata eletta nel 2019, ha ricevuto finanziamenti per la propria campagna elettorale delle Regionali 2018 da vari operatori delle aree ex Falck;
4) della circostanza che quasi il 50% del la campagna elettorale delle Comunali 2017 di Di Stefano era stata finanziata da Paolo Romani
5) che, fatto a mio parere inquietante e grave, mandataria elettorale per Silvia Sardone, compagna o moglie del Sindaco Di Stefano, fosse l’Avvocato Cristina Crupi che ricopre e ricopriva anche il ruolo di Capo di Gabinetto del Sindaco Roberto Di Stefano nel Comune di Sesto San Giovanni, intrattenendo pertanto come amministrazione comunale rapporti con gli imprenditori coinvolti. Una duplice veste, un duplice ruolo inaccettabile e in pieno conflitto di interessi;
Un intreccio incredibile che considero uno sfregio morale ai cittadini che ci hanno votato per il cambiamento e per una politica nuova ; e anche l’opposizione con i suoi silenzi e i suoi attacchi mirati alla mia componente civica salvaguardando sempre Di Stefano ha le sue colpe.
Essere mandataria significa anche occuparsi dei finanziamenti? Tutto lecito? Può esserlo e mi auguro davvero che lo sia. Non cerco processi o sentenze, ma giudizi politici e non spetta a me pronunciarmi; tuttavia, anche se lo fosse, credo che nel caso di specie avrebbero dovuto prevalere ragioni di opportunità ed etiche.
Ma ora Di Stefano ci dica perché sono stati accettati quei soldi. Accettare quei finanziamenti non è stato tradire la fiducia della città? Una scelta simile coinvolge eticamente tutti!
Ci dica Di Stefano se ci sono e a quanto ammontano i danari ricevuti come finanziamenti per le campagne elettorali anche prima o dopo l’obbligo di rendicontazione; di quante, uno, cento, mille o centinaia di migliaia di euro si tratta? Anche un solo euro sarebbe inaccettabile!
Anche se leciti (e non spetta a me valutarlo sul piano giudiziario, ci penserà la Magistratura ordinaria e contabile), si dovrà verificare sotto il profilo politico, nell’interesse della città e dei sestesi, cosa ha fatto o cosa non ha fatto la Giunta dall’aprile 2018 al maggio 2019, ovvero nel periodo necessario all’incaricato della proprietà di gestire gli accordi della vendita. E’ stata silenziosa? Omissiva? Un anno perso cosa ha comportato in perdite per la città? Ripeto non cerco il giudizio processuale, ma un giudizio politico sull’opera svolta dalla Giunta. Che la gente comprenda e valuti.
E oggi, dopo la vendita delle aree a Fondi di investimento stranieri, visto che si vuole modificare il PGT- piano del governo del territorio – cosa devono aspettarsi Sesto San Giovanni e i Cittadini che hanno riposto fiducia nel cambiamento ?”.

La bomba politica e’ esplosa, ora la palla passa al sindaco Di Stefano: cosa risponderà alle accuse di Caponi? Staremo a vedere.

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