Sesto, bufera sui funerali convenzionati

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SESTO SAN GIOVANNI – Convenzione siglata, polemica finita? Neanche per sogno. La questione dei servizi funebri a prezzi convenzionati continua a suscitare polemiche e malumori. In particolare da parte dell’Outlet del funerale, che da mesi non nasconde la propria insoddisfazione nel metodo e nel merito di una vicenda che, invece d’essere una mera formalità, s’è trasformata in una bella gatta da pelare per l’Amministrazione sestese. Già perché ad oggi solo tre agenzie cittadine hanno aderito al controverso documento predisposto dalla giunta (Cof, Vino e Mancini).

“Ma come si può aderire ad una convenzione che di fatto tralascia la stragrande maggior parte dei servizi? – sbotta Daniele Contessi, presidente de L’Outlet del funerale che non ha aderito all’accordo – Basta pensare la cremazione, che è esclusa dall’accordo, ormai Sesto è richiesta dal 60% delle persone. Nelle scorse settimane tutti gli operatori si erano rifiutati di firmarla, poi alcuni lo hanno fatto”. Secondo Contessi il documento predisposto dal Comune, che in un primo momento era stato ‘boicottato’ sarebbe incompleto e addirittura controproducente, sia per gli operatori del settori che per i cittadini.

Ma che razza di convenzione è una che non prevede alcun servizio aggiuntivo, né fiori né coccarde? Il punto non è tanto quello di stabilire il prezzo base, ma di disciplinare tutti gli altri servizi che il cittadino potrebbe richiedere e che l’operatore potrebbe offrire a prezzi concordati. A Milano questo è stato fatto, a Sesto no”.

Insomma una convenzione rigida che non lascia alcun margine di scelta ai cittadini. O così o niente. E in effetti, sul suo sito ufficiale, l’Amministrazione comunale spiega chiaramente che Il funerale a prezzi convenzionati comprende solo: fornitura del cofano (cassa in abete con imbottitura e copertina) e degli accessori necessari per il trasporto della salma; vestizione; carro funebre e personale necroforo (almeno 4 persone); esposizione della coccarda all’ingresso della casa 
e disbrigo delle pratiche amministrative. Il tutto per 1.450 euro a cui però si devono aggiungere tasse, diritti e tariffe comunali, cimiteriali e sanitarie. In realtà, nell’accordo vi sono alcuni “optional” come la tumulazione in loculi areati (+ 113 euro) 
il cofano di adulto con misura superiore a quella standard (+139 euro). Ma non v’è traccia dei servizi di cremazione.

La domanda per usufruire di questo servizio deve essere presentata all’Ufficiale dello Stato Civile e se si ha la “fortuna” di poterla effettuare nell’impianto della vicina Cinisello senza dover “girovagare” per il Nord Italia, il prezzo è di 522 euro. Ma se la maggior parte dei sestesi sceglie la cremazione e se non è possibile richiedere nessun servizio aggiuntivo o quasi, quanti sestesi potranno usufruire di questa convenzione? Vedremo se quello che avrebbe dovuto rappresentare un supporto ai cittadini che, oltre al dolore del lutto devono fare i conti con la crisi economica, riuscirà ad essere veramente tale o meno.

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