Sesto, arriva il videogame della Resistenza

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Uno dei riscontri più frequenti nell’osservazione dei giovani e il loro rapporto con la scuola, è la costante perdita di interesse. L’inefficacia degli innumerevoli interventi di risoluzione è nota, meno una riflessione reale sulle azioni che realmente inciderebbero su questo stato delle cose. Evidentemente si è ragionato poco o male sui soggetti e il loro linguaggio. Come può una persona nata nell’epoca elettrica (laddove si intende una nuova era con un differente orizzonte sensoriale quale quello audio-tattile) adottare, sposare e comprendere un sistema che si basa su un’epoca a lui distante ed estranea come quella della Stampa (intesa come mondo letterario che comprende l’alfabeto, libri, giornali ecc… e quindi con la vista come orizzonte sensoriale)? In fin dei conti è come chiedere a un individuo islamico e a un individuo occidentale di integrarsi nelle rispettive culture, di punto in bianco, senza consapevolezza identitaria. O chiedere ad un giovane di integrarsi con sistemi che appartengono “ai vecchi”. Culture diverse. Con tutto il rispetto per gli estimatori della famigerata “Buona Scuola” o ai conservatori più estremi: perché un giovane dovrebbe leggere “La Divina Commedia”, ad esempio, e soprattutto comprenderla quando questi è di un’altra cultura? E se al posto di leggerla “la giocasse”, quale sarebbe l’effetto? Se Dante Alighieri fosse il personaggio di un videogame basato su tre capitoli chiamati Inferno, Purgatorio e Paradiso e la sua missione principale fosse quella di cercare l’amata Beatrice, quale sarebbe la reazione dei giovani? E se fosse applicato anche per matematica o storia? Sentiremmo dire ancora che studiare storia non serve a niente?

I videogiochi di un certo tipo hanno già fornito una parziale risposta, ma quello che manca loro è un intento istruttivo scolastico e riconosciuto. Forse, oggi per la prima volta possiamo essere di fronte ad una svolta e avere una soluzione più mirata. Claudia Molinari e Matteo Pozzi di “We Are Müesli”, indipendente design duo di Sesto San Giovanni con esperienza internazionale nel mondo della comunicazione e dello storytelling, hanno ideato un gioco interattivo che ripercorre la Resistenza attraverso le storie di venti personaggi, nel periodo tra il settembre 1943 e l’aprile 1945. “Venti mesi”, videogioco, sarà presentato presso lo Spazio Contemporaneo “Carlo Talamucci” di via Dante 6 nell’ambito di “Oggi, 25 aprile 1945” per il 70esimo anniversario della Liberazione, sabato 12 alle ore 18. Nell’occasione verranno presentati anche gli esiti del Collection Day, iniziativa per la quale l’associazione storici “Lapsus” con la partecipazione della Fondazione Isec ha raccolto e riunito oggetti e testimonianze della guerra partigiana inerente al territorio sestese e limitrofo. L’evento si concluderà con il concerto del gruppo Ensemble Intrigo che suonerà la versione originale di “Bella Ciao”. A fine serata sarà offerto un aperitivo da Coop Lombardia. Quale modo migliore per conciliare culture, tempi e soprattutto linguaggi e sensi diversi?

David Morello

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