Seregno, la favola di Tomasoni

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SEREGNO – Alle Paralimpiadi di Sochi è arrivato ultimo. Giordano Tomasoni, 43 anni, bergamasco di Clusone, ha chiuso la 15 chilometri di fondo, categoria «sitting», riservata cioè ad atleti che gareggiano seduti, al ventunesimo posto. Ma giungere al traguardo di una gara dei Giochi dopo aver seguito l’ultima edizione dal letto di un ospedale è stata una vittoria.

E un’altra sfida Giordano Tomasoni, atleta della «Polisportiva Disabili Valcamonica», l’ha vinta mettendo nero su bianco la sua storia nel libro «Mi spinge la salita» che sarà presentato venerdì 27 giugno alle ore 21 al Museo «Vignoli» (via Santino De Nova, 26/34).

Giordano Tomasoni, sposato con Marzia, con una figlia, Vittoria, pochi giorni prima della nascita della sua secondogenita, Alessia, in una fredda mattina di novembre del 2008 scavalca la barriera del ponte della Valle dei Mulini di Castione e si lancia. Un salto nel vuoto di 11 metri. Un momento di blackout, di depressione, di buio senza motivi particolari. La diagnosi è impietosa: paraplegia, nel mio prossimo futuro dovrò fare spazio ad una sedia a rotelle. Comincia così la seconda vita di Giordano.

«Quella di Giordano – ha dichiarato il Sindaco Giacinto Mariani – è una storia che poteva finire in tragedia, ma che invece ha regalato nuova speranza, e che è diventata un’occasione in più per parlare di una malattia, la depressione, dalla quale, e Giordano Tomasoni ne è la dimostrazione, si può guarire».

La presentazione si svolgerà nell’open space del Museo «Vignoli», dove in questi giorni è in corso la mostra «Intracorpi… et nos cedamus amori» di Giancarlo Marcali, organizzata da Mikeroart. In mostra, sette installazioni di grandi dimensioni. Grafia su cartoncino, radiografie, foto incisioni su pellicola Agfa, scatole specchio con al centro un unico soggetto, il corpo umano.

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