Seregno ai raggi X, ecco la città a vocazione artigiana

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BRIANZA – Seregno è una città con spiccate attitudini all’imprenditoria, in particolare quella artigiana, che rappresenta esattamente un terzo delle imprese cittadine e dà lavoro a più del 60% degli occupati totali. Su un territorio di 13,05 km2 le aziende sono 3841, pari a 294,44 imprese ogni chilometro quadrato.

Bastano questi dati economici per riassumere l’”anima” di Seregno che scaturisce da una serie di dati raccolti dalla Camera di Commercio di Monza e Brianza ed analizzati nella storica sede seregnese dell’Unione Artigiani di Monza e Brianza di via Carlini 28.  Una città che si dimostra in costante crescita e che oggi ospita 44212 abitanti (3389,17 per chilometro quadrato), in aumento del 2,74% dal 2011 e di ben l’11,33% rispetto al censimento 2001.

Tra le ditte che trovano sede a Seregno spiccano, come detto, quelle a carattere artigianale: 1267, il 33% del totale. Seguono il commercio (1117, 29,1%), e il manifatturiero (531, 13,8%). Le imprese con guida straniera sono 257 (6,7%), quelle con titolare una donna 683 (17,8%), 370 quelle che vedono al timone un giovane under 35 (9,6%).  Fra gli addetti (12512 in totale), le micro e piccole imprese al di sotto dei 9 dipendenti assorbono il 61,3% della forza lavoro (7673 occupati). 3141 i lavoratori del commercio, 2619 del manifatturiero, 878 quelli del settore legno-arredo.

Il reddito imponibile medio pro capite ammonta a 22.682 euro, secondo il Dipartimento delle finanze (2012). Infine, una curiosità: tante automobili. L’Aci nel 2013 ne registra 34901 nel parco circolante, pari a 78,9 veicoli ogni cento abitanti.

Debolissima la struttura ricettiva, soprattutto in vista di Expo 2015: due sole realtà propongono un totale di 83 posti letto. L’istantanea scattata con questi dati – commenta il segretario generale dell’Unione Artigiani Mb, Marco Accornero -, ci consegna una Seregno dinamica e attiva, soprattutto sotto il profilo imprenditoriale, ed in particolare modo per quanto concerne il mondo artigiano. Nonostante le difficoltà e la crisi che hanno segnato le pmi in questi anni, la nostra analisi testimonia quanto ancora importante sia il patrimonio aziendale ospitato e la forza lavoro occupata, che rappresenta il 28,3% dell’intera popolazione, poco meno di un terzo. Per queste ragioni l’Unione Artigiani sta rilanciando in questi mesi la propria sede locale, proponendo nuovi servizi in linea con esigenze e aspettative di imprese e imprenditori. Con l’inizio del 2015 daremo vita ad alcuni appuntamenti, open day, volti ad aprire le porte alla città e per cogliere l’opportunità di presentare la gamma di prestazioni e la nostra struttura organizzativa, anche attraverso consulenze gratuite mirate.”

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