Seregno, accolto dal Tar il ricorso contro la fusione di A2A e AEB

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Il Tar ha accolto il ricorso, presententato dal consigliere comunale di Noi x Seregno Tiziano Mariani, per sospendere la fusione tra AEB SpA (partecipata locale) e A2A SpA. Un’operazione giudicata dalle opposizioni scellerata in virtù della storia della AEB. Mariani – che è stato anche candidato sindaco alle scorse elezioni comunali –  è da tempo che conduce la battaglia contro l’operazione e precedentemente si era rivolto al Prefetto di Monza, in quanto garante della continuità gestionale delle Amministrazioni locali, chiedendo di vigilare sulla presunta inosservanza delle leggi. Secondo Mariani infatti, il Sindaco e il Segretario Comunale della città, in un momento delicato come quello del Covid, avrebbero insistito nella corsa alla partnership tra la società pubblica AEB SpA e la società quotata A2A. “Spacciando questa operazione come esercizio di democrazia e trasparenza, come denunciato dalla collega consigliera comunale Ilaria Cerqua, si vuole cedere la maggioranza pubblica della nostra partecipata AEB Spa, società costruita dal sacrificio dei Seregnesi in più di 100 anni di storia” ha detto Tiziano Mariani  “un patrimonio economico, sociale e anche culturale la cui cessione non può e non deve essere accettata supinamente, senza i necessari passaggi di evidenza pubblica che invece si vogliono ignorare”. Su questa vicenda, Mariani ha rilevato che sono stati presentati diversi esposti alle Procure, oltre a un invito ad intervenire formulato al Presidente della Repubblica. Sempre Mariani ha segnalato al Prefetto di aver presentato in data 11 marzo una richiesta di accesso civico per ottenere tutta la documentazione inerente l’operazione in corso, ai sensi della legge 267/2000, ma ad oggi “non ho ricevuto alcun riscontro, impedendo di fatto l’esercizio delle mie prerogative di consigliere comunale” sottolinea Mariani. Mariani, come ha fatto anche il consigliere regionale Marco Fumagalli, si è rivolto all’avvocato Antonio Carullo e ha presentato ricorso al Tar proprio in virtù della mancata possibilità di accedere agli atti e di difendere gli interessi della comunità. Il Tribunale Amministrativo gli ha quindi dato ragione sospendendo la fusione. Non è dunque finita.

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