Scuola, inizio con la protesta degli studenti

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Non solo cattedre vuote e problemi con i docenti che hanno vinto il concorso ma non sanno che fine faranno. La scuola in lombardia inizia anche all’insegne delle proteste degli studenti delle superiori. È il caso di Milano dove gli studenti del Fronte della Gioventù Comunista (FGC) hanno realizzato numerose azioni di protesta. “Non chinare la testa”: questo lo slogan del FGC, che ha lanciato in tutta Italia una campagna di agitazione fra gli studenti con azioni e proteste nei primi giorni di scuola. «La scuola italiana è fatta su misura per le imprese private, ma non per i giovani che la vivono ogni giorno» – ha dichiarato Riccardo Sala, responsabile locale del FGC – «Ci raccontano che i soldi per le scuole non ci sono ma si spendono miliardi per le spese militari, nemmeno un euro invece per il diritto allo studio. Da anni le scuole vivono grazie ai contributi delle famiglie, ora si dice che dovranno chiedere soldi alle imprese, che nel frattempo ci utilizzano come manodopera a basso costo grazie all’alternanza scuola-lavoro. È evidente che questa scuola è “buona” solo per Confindustria. Renzi è convinto di aver chiuso la partita ma non ha fatto i conti con noi studenti» – ha concluso Sala, che annuncia mobilitazioni – «Il 7 ottobre scenderemo in piazza anche a Milano, per rivendicare una scuola gratuita e di qualità, contro la scuola di classe che ci viene imposta da questo sistema».

 

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