Scritte vergognose contro la Chittò, la condanna della politica

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sesto sangiovanni
La città di Sesto consegna le benemerenze civiche

“Basta arabi, Chittò p…”.Una scritta orrenda e vergognosa quella apparsa sul muro del Comune di Sesto sabato scorso e già cancellata dagli operai del Comune. Immediata la condanna da parte del Pd che si è stretto intorno al suo sindaco. La condanna è stata stigmatizzata da Marco esposito, segretario cittadino: «Quella non era una scritta qualsiasi, non un semplice imbratto, ma una scritta che racchiude in sé un agghiacciante compendio di xenofobia e sessismo, disprezzo nei riguardi di un popolo e un pesantissimo insulto nei riguardi della Sindaco Monica Chittò. La scritta è stata prontamente cancellata, ma il peso di quegli insulti grava ancora. Prima di tutto desidero esprimere la massima solidarietà , a nome mio e di tutto il PD sestese, a Monica Chittò, offesa non solo nel suo ruolo istituzionale, ma anche nel suo essere donna, dimostrando ancora una volta che il volto populista e becero della politica è ancora infarcito di stereotipi e preconcetti obsoleti e meschini.Strumentalizzare una tematica delicata e non priva di criticità come quella dell’integrazione con popoli dalla cultura diversa dalla nostra allo scopo di offendere e denigrare personalmente l’attuale Sindaco, nonché nostra candidata alle amministrative del 2017, non solo è avvilente, ma dimostra che, al via della campagna elettorale per le amministrative, alcuni dei nostri avversari non hanno programmi e contenuti politici da contrapporci, ma solo squallidi luoghi comuni e gratuiti insulti.Non basta una scritta infamante per cancellare il lavoro che la Sindaco e la Giunta hanno portato avanti in questi cinque anni, anche nel campo della gestione e dell’integrazione nel nostro territorio, ma, anzi, ci sprona a rispondere alle offese gratuite con progetti concreti e proposte reali volte al raggiungere l’obiettivo di migliorare sempre di più la qualità di vita di tutti i nostri cittadini.Alla politica del qualunquismo e dell’insulto noi rispondiamo con la buona politica dei contenuti e con la concretezza delle azioni, orgogliosi di non sentirci in dovere di scendere al livello di chi, venerdì notte, ha pensato di intimorirci offendendo la Sindaco e la città da lei rappresentata

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