Sant’Albino: impianto illegittimo ma… resta aperto

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di Laura Marinaro

MONZA –  La procedura di legittimazione dell’impianto di trattamento rifiuti di Sant’Albino non è legittima, ma l’impianto resta aperto. Tanto tuonò che piovve, verrebbe da dire, e ancora una volta in barba alle proteste dei residenti brugheresi di San Damiano e dei mille tentativi dell’amministrazione comunale brugherese di aprire un tavolo concreto di trattativa con quello di Monza. La determina che sembrerebbe porre fine all’annosa questione è del Comune di Monza ed è datata 30 maggio 2014.

In pratica nel documento si legge: «a seguito di esame della procedura esperita per la locazione dell’area, sono stati rilevati i seguenti profili di illegittimità: incompetenza dell’organo che ha assunto la decisione; mancanza di un procedimento ad evidenza pubblica per l’individuazione del soggetto aggiudicatario dell’area e conseguente violazione dei principi di pubblicità e imparzialità; incompetenza dell’organo che ha rappresentato il Comune in sede di Conferenza dei Servizi»…poi prosegue: «non riscontrando motivi di interesse pubblico attuali e concreti tali da motivare l’annullamento degli atti posti a base del contratto di locazione stipulato con la Società Crimo S.r.l., al contrario rilevando che l’eventuale dichiarazione di annullamento esporrebbe l’Ente ad una possibile pretesa risarcitoria da parte della Società medesima. Considerato che, nell’ambito del programma FZ05 – Patrimonio e Logistica –della RPP 2013/2015, il progetto FZ05/01 – Patrimonio, prevede tra le proprie finalità la valorizzazione del proprio patrimonio immobiliare; Visto il decreto del 29.04.2014, pubblicato sulla G.U. – Serie Generale – n. 99 del 30/04/2014, con il quale il Ministero dell’Interno ha differito al 31.07.2014 il termine per l’approvazione del Bilancio di Previsione per l’anno 2014;

Atteso che ai sensi dell’art. 163, comma 3, del D. Lgs. 267/2000 l’esercizio si intende automaticamente autorizzato sino al termine suddetto del 31.07.2014;

Vista la deliberazione n. 3 del 9.1.2014 con la quale la Giunta Comunale affida ai
Dirigenti delle strutture organizzative dell’Ente, nelle more di approvazione del
Bilancio di Previsione 2014, i capitoli di entrata/uscita di cui al PEG 2013, per
assicurare la continuità di gestione economica e finanziaria dell’Ente;
Determina: le premesse formano parte integrante e sostanziale del presente atto; di chiudere il procedimento con l’archiviazione; di dare comunicazione alla Società Crimo S.r.l. della presente determinazione.

È inutile dire che per i cittadini la notizia è stata, come loro stessi la definiscono, una doccia fredda. Proprio recentemente avevano messo in evidenza come “una decisione scellerata del Comune di Monza” quella di inviare alcune classi di due scuole medie in visita all’impianto sotto inchiesta penale!

E così, appena letta la determina fatidica essi hanno scritto all’assessore Marco Magni del Comune di Brugherio chiedendo l’ennesimo sostegno concreto: «L’amministrazione comunale di Monza, per non rischiare di dover pagare una eventuale penale alla ditta Crimo, preferisce che l’impianto proceda nella sua attività, non curante dei rischi per la salute dei cittadini – scrivono –  I cittadini sono davvero indignati e si aspettano che l’amministrazione di Brugherio agisca con più determinazione a fronte di questa rilevante provocazione che non può lasciare nessuno indifferente, soprattutto perchè è in gioco la nostra salute. Da parte nostra intensificheremo le azioni di protesta, gradiremmo sapere cosa pensa di fare l’amministrazione di Brugherio alla luce dei nuovi fatti e poi ci auguriamo che le indagini della Magistratura monzese portino a qualche conclusione».

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