Sanità Lombarda, arrestato braccio destro di Maroni

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Sanità Lombarda

Nuovo scandalo nella sanità lombarda, è stato arrestato il braccio destro di Roberto Maroni. Non solo è stato il dominus in Regione Lombardia della nuova Riforma della Sanità, ma anche il braccio destro di Maroni. Fabio Rizzi, 49 anni, ex senatore leghista e oggi consigliere lumbard e presidente della Commissione Sanità è finito in manette con le gravi accuse di associazione per delinquere finalizzata a corruzione, turnativa d’asta e riciclaggio insieme ad altre 20 persone. Insieme a lui Marino Longo, suo collaboratore stretto in Regione, e le compagne di entrambi. L’accusa del procuratore aggiunto di Monza Luisa Zanetti e del pm Maniela Massenz è quella di aver costruito un sistema di ruberie e malasanità pubblica nel settore dell’odontoiatria. In pratica sin dal 2010, quando è scattato il termine del nuovo appalto per le cliniche odontoiatriche private che gestiscono spazi degli ospedali pubblici, sarebbe stata favorita nel bando cucito su misura un’azienda sola, la Odontoquality (già coinvolta nel 2013 nello scandalo sanità che aveva visto in carcere l’ex assessroee ciellino Giancarlo Abelli ed esponenti vicini alla Ndrangheta, ndr).

La titolare, Maria Paola Canegrati, di Arcore, è finita in manette insieme ad altri funzionari pubblici e medici della struttura. Il sistema era ben rodato: il politico, del quale si pagava la campagna elettorale (una delle accuse per Rizzi) dava l’appalto, poi la gestione faceva sì che il servizio pubblico dell’ospedale scadesse al punto tale da costringere la gente a rivolgersi al privato. In cambio la Canegrati assumeva parenti di Rizzi, Longo e altri nelle sue strutture, oppure pagava false consulenze a parenti e amici degli amici, o infine costituiva società ad hoc con la moglie del Rizzi e del Longo. «Il nostro lavoro è partito dall’esposto di un membro del collegio sindacale dell’ospedale di Vimercate – ha spiegato la Zanetti – e pur con le poche risorse che abbiamo ma con la enorme professionalità e competenza dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Monza e Milano siamo riusciti a ricostruire perfettamente intrecci e movimenti con intercettazioni di ogni genere e investigazioni a tutto campo». L’inchiesta avviata nell’autunno del 2013, ha riguardato dinamiche interne al mondo della Sanità Regionale che, dal 2004, ha conosciuto il proliferare di numerosi appalti pubblici d’ingente valore attraverso cui numerose Aziende Ospedaliere hanno esternalizzato il servizio di gestione di ambulatori odontoiatrici. Si è ricostruito come negli anni, al moltiplicarsi delle gare, sia corrisposta la nascita ed il consolidamento di una posizione di sostanziale monopolio di un gruppo imprenditoriale con sede ad Arcore (ODONTOQUALITY), vincitore della pressoché totalità degli appalti.

Coinvolti funzionari corrotti dalle imprese fornitrici dei servizi di Busto Arsizio, Vimercate, Seriate, Milano, melegnano per un giro d’affari complessivo stimato in circa 400 milioni di euro dal 2004 ad oggi. Nell’ordinanza si legge che Maria Paola CANEGRATI, amministratrice del complesso sistema societario che, nel corso degli anni, ha potuto procurarsi “attraverso turbative d’asta, la corruzione degli associati LONGO e RIZZI e la corruzione dei funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria affidati in service ai privati dalle singole aziende ospedaliere e alle forniture per i medesimi servizi, la stipulazione di vantaggiosi contratti per le predette società, nonché, sempre attraverso la corruzione degli associati LONGO e RIZZI, la stipulazione di vantaggiosi contratti con strutture sanitarie private e private convenzionate”; Fabio RIZZI e Mario LONGO, “nelle rispettive qualità, il primo di consigliere Regionale della Regione Lombardia e presidente della Commissione “Sanità e Politiche Sociali” del Consiglio Regionale, il secondo di appartenente allo staff del primo con incarichi pubblici nell’ambito dell’odontoiatria, abusando dei propri ruoli e poteri, inducevano i funzionari pubblici preposti alla gestione dei servizi di odontoiatria e alle forniture odontoiatriche dell’aziende Ospedaliere della Regione, nonché gli amministratori delle strutture private e private convenzionate della Regione, a favorire nell’indizione delle gare d’appalto o nella scelta del contraente privato le società riconducibili alla CANEGRATI”.

RIZZI e LONGO hanno, per questo, favorito l’imprenditrice connivente: nello svolgimento di due gare d’appalto bandite dalle Aziende Ospedaliere “Istituti Clinici di Perfezionamento” (del 2015, da 45 milioni di euro) e “Ospedale di Circolo di Busto Arsizio“ (del 2014, da 10 milioni di euro);  nei rapporti economici intrattenuti con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema Sanitario Regionale[2], al fine di ottenere nuove commesse o di scongiurare la rescissione di contratti già in essere con le aziende della donna; nei progetti d’espansione della stessa anche in altre Regioni d’Italia, in particolare intercedendo sulle decisioni di un ulteriore gruppo imprenditoriale gestore di servizi presso alcune strutture sanitarie toscane a sua volta favorito, dagli stessi LONGO e RIZZI, in un progetto di collaborazione Lombardia-Brasile che prevedeva la costruzione di un ospedale pediatrico nella regione del Goias[3]. LONGO e RIZZI sono stati remunerati attraverso: il finanziamento della campagna elettorale del RIZZI per le elezioni regionali del febbraio 2013;  dazioni in denaro, tra cui una tangente di 50.000 euro (pagata in contanti grazie all’intermediazione di un soggetto accusato di riciclaggio) ed una serie di finte consulenze – per 5.000 euro al mese – fatturate dalla moglie di LONGO; la creazione di una società utilizzata per istituire alcuni ambulatori odontoiatrici in strutture sanitarie private, le cui quote sono state intestate alla CANEGRATI e, per interposta persona, al LONGO ed al RIZZI, la promessa di ulteriori future nuove dazioni in denaro o di incarichi di natura privata. Sono state oggetto di contestazione  la corruzione di tre funzionari dell’AO di Desio e Vimercate, in relazione alla turbativa d’asta di una gara d’appalto del 2010 dell’AO di Desio e Vimercate del valore di 90 milioni di euro circa e all’omessa contestazione di gravi carenze nella qualità del servizio reso dalle aziende dell’imprenditrice, la corruzione di un funzionario amministrativo degli Istituti Clinici di Perfezionamento (ora ASST Nord Milano) in relazione alla turbativa della già citata gara d’appalto del 2014 da 45 milioni di euro circa e altre gare turbate.

Infine anche la corruzione, da parte di un imprenditore, di RIZZI, LONGO e di un amico entourage del primo, per favorire l’assegnazione di un finanziamento concesso da FINLOMBARDA (finanziaria di Regione Lombardia). Infine disposto il sequestro della somma di 50.000 euro a carico – in solido – del LONGO e del RIZZI e di 38.000 euro a carico del solo LONGO, quale profitto della corruzione ai fini della confisca per equivalente.

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