Riforma della sanità, i sindaci del Nord Milano scrivono a Maroni

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Un appello ad ottenere maggiori attenzioni e considerazione nelle decisioni sulla nuova Riforma della Sanità Regionale appena approvata dalla Commissione Sanità. Lo hanno lanciato con una missiva indirizzata al Presidente della Regione Roberto Maroni, lo scorso 14 luglio, tutti i sindaci del Nord Milano da Bresso a Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano Milanino e Sesto San Giovanni. Quello dei primi cittadini è un vero e proprio dissenso dal modo di operare della Regione: «Alcuni di noi sono stati ascoltati nelle Audizioni in Terza Commissione quando ancora le proposte di legge presentate dalla stessa Maggioranza erano diverse e alternative fra loro. Nei successivi passaggi che hanno portato all’attuale formulazione non siamo mai stati chiamati in causa –  hanno scritto i sindaci presentando poi alcune osservazioni – in primis la riorganizzazione del sistema sociosanitario dovrà garantire sia l’omogeneità degli ambiti di cura nei poli ospedalieri sia la rete storica dei servizi socio-sanitari che rappresentano un’eccellenza per il territorio e un punto di riferimento per gli utenti, evitando così il rischio di una frammentazione dei servizi». Nello specifico, i sindaci chiedono al Presidente della Regione Lombardia di prendere in considerazione alcune proposte di modifica dell’attuale legge, tra cui l’istituzione dei Distretti socio-sanitari e di un Piano Socio-sanitario Territoriale con la conseguente partecipazione dei Comuni negli atti di programmazione e indirizzo delle Aziende sociosanitarie territoriali e delle Aziende Ospedaliere. Inoltre si chiede che l’articolazione delle nuove Aziende sociosanitarie territoriali siano sviluppate in coerenza con la Città Metropolitana. Infine si domanda di vincolare al parere della Città Metropolitana gli atti di indirizzo e programmazione dell’Agenzia di tutela della salute. Intanto le polemiche sulla riforma non si placano nemmeno nel Palazzo della Regione dove le opposizioni hanno presentato diverse mozioni contrarie.

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