Rifiuti, il Movimento 5 Stelle di Sesto attacca il Core

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SESTO SAN GIOVANNI – “Come mai Sesto San Giovanni è uno dei pochi comuni della provincia di Milano che non fa la raccolta dell’umido per le utenze domestiche?”. E ancora:Visto che la raccolta differenziata a Sesto è solo del 38%, quali strategie verranno usate per migliorarla?”.

Sono  queste le due domande che il Movimento 5 Stelle di Sesto rivolge a Marco Cipriano (dopo un’intervista dello stesso pubblicata nei giorni scorsi su Il Corriere di Sesto), amministratore delegato del Core, l’azienda che gestisce la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti nella nostra città. Continua dunque la bufera sul consorzio, fronte già aperto da Idv nei giorni scorsi con la questione del rischio maxi multa che potrebbe abbattersi sull’impresa (di cui Sesto detiene il 37% delle quote) per gli incentivi.

Ma i pentastellati non si fermano qui, e alle due domande aggiungono alcune considerazioni.

 “…Inoltre ci permettiamo di ricordare al Dott. Cipriano che il Parlamento Europeo ha approvato la relazione per la revisione del programma di azione in materia ambientale.   In tema di gestione dei rifiuti si riporta che la Commissione Europea, nel redigere la normativa inerente il Settimo Programma sull’Ambiente in esecuzione entro il 2020, debba prevedere “obiettivi di prevenzione, riutilizzo e riciclaggio più ambiziosi tra cui una netta riduzione della produzione di rifiuti ed un divieto di incenerimento dei rifiuti che possono essere riciclati o compostati”.   In sintesi, entro il 2020 sarà vietato bruciare tutto ciò che può essere riciclato.  Ne consegue che entro il 2020 gli inceneritori come il nostro, che ha un disperato bisogno dell’umido per funzionare, dovranno essere spenti”.
 
“Altro piccolo dettaglio: la percentuale di calore prodotta dal nostro inceneritore per la rete del teleriscaldamento è il 20%. Percentuale non indispensabile per il suo funzionamento, che può pertanto essere sostituita da un’altra fonte. Considerando che la percentuale dei rifiuti è in netta riduzione, a breve non ci sarà più materia prima per il nostro inceneritore, e quindi – conclude la nota – anche il piano di funzionamento del nostro teleriscaldamento forse deve essere ripensato”.
 

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