Firmata l’intesa per la fusione di ‘Afol Milano’ e ‘Afol Nord-Ovest’

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Il presidente della Provincia, Guido Podestà, e sindaci di Arese, Baranzate, Cesate, Cornaredo, Garbagnate Milanese, Lainate, Limbiate, Pogliano Milanese, Pero, Pregnana, Rho, Senago, Settimo Milanese, Solaro e Vanzago hanno sottoscritto, questa mattina, nella Sala Giunta di Palazzo Isimbardi, il protocollo d’intesa per la costituzione dell’«Agenzia metropolitana per la Formazione, l’Orientamento e il Lavoro».

Il progetto di fusione di Afol «Milano» e Afol «Nord-Ovest» è stata illustrato, nell’occasione, dall’ex ministro Tiziano Treu. Quest’ultimo ha lodato l’incorporazione delle due realtà tesa a rafforzare la partnership tra i Comuni e a favorire una politica unitaria sul tema dell’occupazione. L’obiettivo del piano, presentato da Podestà al Consiglio provinciale il 18 luglio scorso, prevede la creazione di un soggetto unico capace di fornire servizi centralizzati ai cittadini e alle imprese. Si tratta di un’iniziativa che va inquadrata nell’ottica della semplificazione delle strutture locali. Lo scopo è quello di rendere efficienti gli uffici del territorio attraverso il loro accorpamento. L’iniziativa recepisce le indicazioni contenute nella «Spending review» 2012 e il consiglio di amministrazione di «Afol metropolitana» sarà composto da un numero massimo di cinque membri, nel rispetto delle previsioni di legge in materia.

«Abbiamo centrato, con il consenso delle forze politiche, uno degli obiettivi strategici fissati dall’Amministrazione in vista della nascita della Città metropolitana e delle opportunità legate a Expo 2015 – ha dichiarato il presidente Podestà -. La scelta di dar vita a un soggetto unico sul tema del lavoro e della formazione professionale, oltre a migliorare l’erogazione dei servizi, garantirà, infatti, la formulazione di politiche unitarie. I dati 2012 riferiti alle due agenzie parlano chiaro: 36.274 acquisizioni di domande lavoro; 12.341 pratiche di iscrizione alle liste di mobilità; 2.002 tirocini formativi e di orientamento attivati; quasi 6.000 colloqui di primo livello e specialistici effettuati. Da oggi, incrementeremo, così, le nostre azioni volte al contrasto alla disoccupazione, alla possibilità di fornire nuove prospettive alle categorie deboli e, infine, alla necessità di implementare le iniziative promosse negli ultimi anni. Penso a “Emergo” (747 pratiche), a “Dote” (1.261 pratiche), a “Ricollocami” (682 pratiche) e a “Talenti@work” (389 pratiche). Auspichiamo che in breve tempo possano confluire le altre agenzie sparse nel Milanese. Desideriamo generare insieme un ente strumentale per condividere gli interventi utili al rilancio dell’occupazione».

Invece, il sindaco di Bollate Stefania Lorusso (Pdl) conferma la sua linea politica decidendo di non firmare il protocollo e dichiara: «Come ho avuto modo di dire pubblicamente poche settimane fa al presidente Podestà, la mia Amministrazione resta coerente con la scelta fatta un anno fa di uscire dall’Agenzia, ma resta disponibile a valutare con attenzione, quando ci saranno e ci verranno presentate, le proposte di intervento della nuova Afol in materia di lavoro. Attendiamo, insomma, di vedere il Piano industriale. Solo allora potremo sapere se ci sono motivi concreti per ritornare in Afol». Il Comune di Bollate lo scorso dicembre aveva infatti deliberato l’uscita da Afol. «Siamo usciti da Afol – dichiara il sindaco Lorusso – perchè, com’è strutturata, l’Agenzia non riesce a rispondere ai bisogni dei nostri concittadini, soprattutto di quelle centinaia di persone che si rivolgono ai nostri uffici per impieghi non qualificati. Oggi stiamo valutando soluzioni alternative per le nostre politiche del lavoro. Certamente valuteremo anche le nuove strategie di Afol, ma non in modo apriorioristico. Afol, al contrario si legge ‘lo fa’. Se avremo concrete rassicurazioni sul fare e sui concreti interventi per dare lavoro a chi lo cerca, saremo ben lieti di aderire al protocollo in un secondo momento. A testimonianza che non ci sono preclusioni di nessun tipo, vogliamo concretezza e vogliamo sapere che l’investimento delle nostre risorse economiche (37mila euro all’anno per il Comune di Bollate) porti a un ritorno di efficienza e concretezza per il lavoro nel nostro territorio».

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