RETTIFICA. Gianni Fiorino: “A Sesto la gente ha paura”

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In relazione all’articolo intitolato “Gianni Fiorino: A Sesto la gente ha paura” apparso a pagina 11 dell’edizione cartacea del numero di luglio 2016 del Punto Notizie, pubblichiamo in questa pagina una rettifica, in quanto alcuni passaggi dell’articolo originale, a causa di un’errata trasposizione del cronista, non rispecchiavano il pensiero dell’intervistato. La Redazione
«Sicurezza, tutti ne parlano ma in realtà cosa è? In una città io credo che la sicurezza sia un concetto esteso che comprende anche anche cose “banali” come una strada ben asfaltata e senza buche o un’illuminazione pubblica funzionante ed efficiente. Tuttavia ultimamente qui a Sesto San Giovanni la gente lamenta di non sentirsi più sicura, le rapine e i furti sembrano in aumento e ci sono zone dove la vita è davvero impossibile. Pur ringraziando le forze dell’ordine per l’encomiabile lavoro che fanno anche con poche risorse, devo dire che la situazione ormai è drammatica». A lanciare l’allarme è Giovanni Fiorino, responsabile sicurezza di Forza Italia che ha cercato, con gli altri colleghi dell’opposizione, di raccogliere le istanze della popolazione e di farle proprie.

Quali sono le zone meno sicure?

E’ una questione che riguarda tutta la città, certo però va detto che ultimamente sono balzati all’onore della cronaca dei fatti che hanno riguardato in particolare la Pelucca e via Mincio. In questa zona della città i residenti lamentano una situazione di disagio e insicurezza diffusa: per le strade della Pelucca regna il buio perché in molte vie l’illuminazione pubblica non funziona a dovere. Inoltre in via Mincio c’è un grave problema con i nomadi: a quanto mi raccontano i cittadini ci sono gruppi di rom che entrano nei condomini, si appartono a dormire sui pianerottoli, nelle soffitte e negli scantinati. Inoltre rubano, abusano della gentilezza dei residenti, li intimoriscono e usano le proprietà dei condomini per bivaccare in modo indegno. Nelle case Aler ad esempio ci sono stati moltissimi episodi di furti e rapine… Non ci sono prove al riguardo, ma credo che sarebbe doveroso indagare eventuali responsabilità del vicino campo rom.

Recentemenre c’è stato anche l’episodio del folle di piazza Trento e Trieste…

Esatto. Ritengo che quanto accaduto alcune domeniche fa in piazza Trento e Trieste sia particolarmente inquietante. Pensate che il vandalo che ha spaccato decine di auto ha persino ferito un cittadino che voleva bloccare la sua furia distruttiva… Ma  questi sono solo alcuni esempi, potrei citare decine di fatti simili in altre zone come il Villaggio Falck.

Quali sono allora le ricette per risolvere il problema?

Purtroppo con l’esasperazione si rischia che ci sia chi vuole farsi giustizia da solo, naturalmente va evitato. Io credo che la politica comunale debba occuparsi di questo tema: come dico da tempo, fondamentale è la reintroduzione del quarto turno della Polizia locale. Chiaro che ciò deve passare necessariamente dal potenziamento dell’organico della stessa. Inoltre andrebbe pensato un vero coordinamento tra le forze dell’ordine che operano sul territorio, in modo da creare sinergie a tutela dei cittadini. Un’altra ricetta per la sicurezza potrebbero essere i posti di blocco delle forze dell’ordine nei principali punti di accesso a Sesto: con questo strumento sarebbe più facile prevenire i reati perché terremmo sotto costante controllo chi entra in città per delinquere. Infine c’è un discorso che riguarda il futuro: nessuno parla della necessità di creare  un presidio di forze dell’ordine nell’enorme complesso che sorgerà sulle ex aree Falck. Io ritengo che all’interno di quell’area, che comprenderà anche la Città della Salute, sarebbe saggio istituire un commissariato, perché si tratterà di un quartiere enorme e di complessa gestione.

Proposte per gestire il problema dei campi nomadi?

Tempo fa proposi di creare dei campi nomadi organizzati come delle specie di “camping”, prevedendo anche il pagamento di un piccola retta giornaliera simbolica da parte degli ospiti. Questa soluzione avrebbe anche il vantaggio di tenere monitorati gli accessi ai campi e gli effettivi giorni di permanenza dei rom in città.

La questione moschea è legata a quella della sicurezza?

Eccome. Se si decide di costruire la moschea, bisogna che si facciano rispettare le leggi: dobbiamo tutti sapere bene chi finanzia questo luogo di culto, chi lo costruisce, chi vi entrerà a predicare… Inoltre la moschea non deve essere imposta alla città, ma sono i cittadini sestesi che la devono accettare, se la vogliono. Si parla di integrazione, ma dobbiamo evitare la situazione kafkiana in cui sono i sestesi ad essere accettati da chi frequenta la Moschea…

Quale appello farebbe all’Amministrazione?

Di certo di investire in sicurezza. dicono che non ci sono soldi, ma poi li sprecano in consulenze e per coprire “buchi” come quello delle Farmacie Comunali.

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