Questione impianto di San Damiano

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L’impianto di trattamento rifiuti speciali di viale delle Industrie, al confine tra Brugherio e Monza, continua a operare e anzi si prepara ad aumentare la quantità di materiali da lavorare, come concesso dalla Provincia, ma i residenti del quartiere brugherese non ci stanno e continuano a chiedere al Comune di Brugherio una posizione più decisa per evitare che i lavori proseguano. Da sempre contrari ai rumori provocati dall’impianto e dal timore per l’eventuale inquinamento anmbientale dovuto alla tossicità dei rifiuti trattati, i residenti si erano costituiti in un Comitato ed avevano ottenuto controlli dell’Arpa sul posto e l’organizzazione di tavoli di lavoro con le istituzioni. Ma non tutto è andato come speravano e a questo punto hannpo ancora chiesto aiuto almeno al comune di Brugherio che si è sempre espresso contrario all’impianto.  «Dopo tanto tempo abbiamo saputo che i rilievi fatti da Arpa quando l’impianto era praticamente fermo e quindi negativi sono stati ritenuti sufficienti dalle autorità – ha spiegato Tino Barzetti del Comitato – inoltre non capiamo come la Provincia possa aver autorizzato la ditta di smaltimento a trattare 2880 tonnellate di materiale invece di 180 come previsto, su richiesta della ditta…per non parlare del fatto che il sindaco di Monza in particolare non ci ha mai dato risposte; infatti rimaniamo dell’idea di chiedere un risarcimento per danni ambientali proprio a quell’istituzione e soprattutto di continuare a supportare le indagini della Procura di Monza oggi aperte sulla questione».

Ma non basta. Infatti il Comitato ha scritto una lunga e dettagliata lettera al sindaco di Brugherio e a tutto il Comune chiedendo una posizione netta senza se e senza ma contro quell’impianto e un supporto all’attività del Comitato più fattiva. Nella missiva si fa riferimento alle incongruenze delle analisi della consulenza tecnica di parte della ditta che gestisce l’impianto secondo cui la struttura sorge a 200 metri dalle abitazioni brugheresi, ma loro planimetria alla mano dimostrano che i metri sono 50. «Insomma caro sindaco apprezziamo il suo fattivo interessamento, ma a questo punto non basta, vogliamo più decisione!».

Da parte sua l’assessore Marco Magni ha sempre confermato di partecipare alle riunioni e di aver cercato da sempre di acquisire tutti i documenti necessari, malgrado numerose difficoltà arrivate dagli altri enti coinvolti. Insomma la battaglia è tutt’altro che chiusa.

Laura Marinaro

 

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