Quasi 6 milioni di danni. Il “conto” del maltempo a Monza

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MONZA –5,7 milioni di euro. Questo è il conto che il Lambro (e il maltempo in genere) hanno presenatao a Monza dopo l’emergenza dei giorni scorsi. I danni riportati in città e nel Parco, sono relativi soprattutto al patrimonio pubblico (strade, argini, illuminazione pubblica) e ad una trentina di locali privati (soprattutto box, seminterrati, cantine) e, secondo la stima effettuata dalla Protezione civile e già trasmessa alla Regione, ammontano a 5,7 milioni di euro. Gli interventi, pronti ed efficaci, predisposti dal sistema di Protezione civile comunale, hanno permesso di preservare le vie Lecco e Vittorio Emanuele dall’esondazione.
L’unità di crisi è diventata operativa entro 30 minuti dalla proclamazione dell’allerta, e ha visto impegnate, nell’arco dei 3 giorni, circa 160 operatori del Comune di Monza (oltre a personale della protezione civile, agenti di polizia locale, personale dell’ufficio strade, scuole, ambiente). Per proteggere persone e cose sono stati posati 2000 sacchi di sabbia, 5 “big bag” (contenitori di sabbia di grandi dimensioni), 120 mt lineari di argini rimovibili gonfiabili.

“Purtroppo – commenta l’assessore alla Protezione civile, Paolo Confalonieridobbiamo abituarci a eventi sempre più estremi e per farvi fronte servono ulteriori finanziamenti regionali per interventi strutturali in grado di ridurre il più possibile i danni. Grazie alla nostra Protezione civile il quadro è chiaro e siamo già pronti a presentare i progetti a Regione Lombardia, soprattutto dopo la disponibilità manifestata dal presidente Maroni. Quanto alla gestione dell’emergenza, gli ultimi episodi hanno mostrato come sia ormai elevata la competenza tecnica della Protezione Civile. Rimangono purtroppo punti di criticità in città, dovuti sia a situazioni strutturali dell’intero bacino del Lambro a monte della città (forte urbanizzazione, conseguente impermeabilizzazione del territorio, presenza di numerosi collettori fognari, ecc…) sia a condizioni interne del tessuto cittadino, soprattutto lungo la direttrice di esondazione privilegiata, rappresentata dalla zona del Santuario delle Grazie Vecchie”.  “

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