Provincia Monza e Brianza, Allevi traghettatore fino alla fine

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MONZA E BRIANZA – Per contrastare il vento dell’antipolitica, per rispetto alle istituzioni e per dimostrare che non si può abbandonare la barca quando affonda. Questi i motivi per cui Dario Allevi, ormai ex presidente della ex Provincia di Monza e Brianza, il primo e l’ultimo, ha deciso che rimarrà alla guida dell’Ente fino a quando la nuova istituzione che prenderà il posto della vecchia non sarà riordinata e definita. Martedì prossimo scade il suo mandato, ma non saranno nuove elezioni a decretarne la continuazione o no perché il Decreto delRio, senza ancora aver stabilito esattamente come riordinerà l’ente, ha cancellato tutta la parte elettiva e politica della Provincia. «Una decisione secondo noi scellerata e di fatto che non serve alla vera spending review – ha detto Allevi – tra l’altro noi siamo stati da sempre la Provincia meno costosa anche perché nascevamo già in periodo di crisi; il problema è come far fronte al continuo depauperamento delle casse di tutti gli altri enti sul territorio che devono far fronte ai servizi fondamentali per i cittadini».

Comunque sia Allevi ha confermato: «Scelgo di restare alla guida della Provincia fino al 31 dicembre, per assicurare continuità a questo Ente in momento così confuso e incerto. Come previsto dalla Legge Delrio 56/14, il Presidente e l’intera Giunta hanno scelto di restare in carica “a titolo gratuito per l’ordinaria amministrazione, fino all’insediamento del Presidente della Provincia eletto non oltre il 31 dicembre 2014».

Allevi ha motivato la propria scelta spiegando che «Il lavoro fatto per costruire questa nuova Provincia, che ha solo cinque anni di vita, rischia di essere compromesso da una gestione provvisoria del tutto inedita, che lascia scoperti troppi aspetti e che rischia – alla fine – di gravare sulla efficienza e sulla qualità dei servizi erogati alla comunità» Ha poi ringraziato i Consiglieri Provinciali per lo straordinario lavoro svolto fino ad oggi e gli assessori. Allevi ha ripreso, infine, l’appello lanciato dal Presidente dell’UPI Antonio Saitta sul Dl Irpef, che prevede ulteriori drammatici tagli alle Province: «Stiamo rischiando tutti il default e ancora una volta a rimetterci rischiano di essere i servizi ai cittadini – ha poi aggiunto – per dare la copertura ai famosi 80 euro per gli assunti sotto i 1500 euro si tagliano ancora i fondi e le province rischiano di non poter riscaldare le scuole dopo novembre prossimo; il bilancio a questo punto lo faremo in dodicesimi ma si naviga a vista perché comunque bisogna portare a compimento gli impegni presi, dalla tangenzialina dell’ospedale agli osservatori su Ptcp e rifiuti, fino al trasloco del personale nella nuova sede. Dall’11 giugno sarò io ad accollarmi le competenze di quello che dovrebbe essere il mio organo di controllo, il Consiglio provinciale, assurdo».

Il prossimo impegno prima del trasloco nella nuova sede al Rondò dei Pini che potrebbe essere pronta per luglio è l’incontro fissato l’11 giugno con il presidente dell’assemblea dei sindaci Roberto Scanagatti, ovvero colui che poi di fatto raccoglierà il suo testimone. E politicamente quale sarà il destino del Presidente che non ha mai fatto mistero dei suoi contrasti con il coordinamento provinciale di Forza Italia? «Questa è un’altra storia, ne parleremo…» ha concluso.

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