Profughi in classe A a Monza, i residenti protestano

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Sono 126 tutti maschi tra i 20 e i 40 anni. Hanno occupato, con l’ok della Prefettura di Monza e della Cooperativa Trattoria il mercato di Monza, tutti gli appartamenti di liberi di una palazzina in classe A situata in via Asiago nel quartiere San Rocco a Monza. È accaduto sei mesi fa, ma adesso la protesta dei residenti, 34 persone, tutte famiglie giovani con bambini, si è fatta sentire. «Non siamo razzisti, non lo siamo mai stati ma la nostra vita è diventata un inferno – ha spiegato Roberto che ha guidato la protesta – da quando sono arrivati non usciamo più sui terrazzi, le donne hanno paura, e non abbiamo più pace: non mi sembrano profughi visto che sono quasi tutti nordafricani e senza famiglie; la cosa incredibile è che secondo la legge la Prefettura non può mettere pià stranieri che residenti in una palazzina, la proporzione è di 20 su 100 ma qui non è così». Dopo aver manifestato le proprie esigenze e i disagi al Prefetto, inascoltati, i cittadini hanno deciso di rivolgersi alle forze d’opposizione e così, sabato scorso 16 luglio, il consigliere regionale della Lega Nord Massimiliano Romeo ha inviato sul posto il referente cittadino Federico Arena e poi con La Destra hanno addirittura chiamato la tv. «Ci siamo informati e sinceramente non ci sembra corretto quello che ha fatto la cooperativa – hanno spiegato i residenti – ma purtroppo le vie legali sono troppo lunghe; saremo costretti ad andare via se rimangono qui e a dover svendere le nostre case perdendo anche il 30 per cento». Un danno economico rilevante. «Piazzare 126 immigrati in una palazzina dove risiedono solo 34 italiani non porta a nessuna integrazione, ma solo grossi danni e disagi per chi sta pagando quelle case con la fatica del lavoro. Piazzare 126 persone in 13 appartamenti da 60 a 80 mq non è accoglienza ma solo business per qualcuno – ha tuonato il leghista – Di quelle 126 persone, secondo i dati medi, solo 20 verranno poi riconosciuti profughi: ciò significa che, solo in quella palazzina, lo stato spenderà circa un milione 200 mila euro all’anno per mantenere in tutto e per tutto dei clandestini. Metteremo in campo tutti gli strumenti in nostro possesso per mettere fine a questa assurda vicenda». Ma l’emergenza non si ferma a Via Asiago, e La Destra ha ascoltato le lamentele del Centro Storico e del quartiere San Carlo: Francesca Giarmoleo (Segretario Cittadino) ha raccolto le istanze in viale Umberto I a Monza: «Se alle ore 23 di un giorno settimanale sei da sola che passeggi, e tra il tuo portone ed il cancello a fianco noti un gruppo di extracomunitari intenti a urinare sull’angolo del muro, ti chiedi : perché mi devo preoccupare di comprare i sacchetti per i bisogni del mio cane ? per non parlare di certi fatti che accadono in pieno giorno. Mi chiedo : non si poteva trovare accordo con il comune per far si che gli appartamenti sfitti, mezzo accordo di transazione o fideiussione potevano essere dati a connazionali in lista per le case comunali ? Indubbiamente il costruttore ha trovato la formula per avere appartamenti affittati e canoni pagati visti i periodi di affluenza sfratti, ma possibile non ci siano altre soluzioni?» La battaglia è appena cominciata. (la foto è tratta dalla trasmissione Dalla Vostra Parte)

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