Processo a gennaio per l’agente che sequestrò la miss svedese

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Bresso, arrestato ex marito violento

Le aveva promesso che l’avrebbe sposata. Ma in realtà, per mesi, l’aveva tenuta segregata nel suo appartamento di Cinisello che divideva con la mamma, trattandola nel peggiore dei modi. Per questo Claudio Rossetto, sedicente manager di modelle 42enne arrestato dai carabinieri lo scorso 23 marzo in via XXV Aprile, verrà processato con giudizio immediato davanti al Tribunale di Monza. Dovrà rispondere di sequestro di persona e maltrattamenti. Lo ha chiesto il pm Vincenzo Fiorillo che si era occupato delle indagini insieme ai carabinieri di Cinisello Balsamo e il processo dovrebbe iniziare a gennaio 2016. Vittima dell’orco è la bella Dorota Imona Bartlewska, modella svedese di 23 anni ex Miss Svezia che Rossetto aveva isolato almeno da sei mesi, costringendola a non avere contatti con il mondo con telefonino o pc, tranne le chiamate su skype in inglese con i genitori, la poveretta doveva uscire soltanto con lui, ma soprattutto era costretta ad avere rapporti sessuali violenti e a vivere di fatto chiusa in camera. Nel palazzo inizialmente nessuno si era accorto di nulla e persino in casa la mamma settantenne dell’uomo aveva creduto che quando la ragazza piangeva era normale: “litigavano”, avrebbe detto ai carabinieri. Ma poi è arrivata la svolta. Le urla della ragazza picchiata dall’orco richiamano l’attenzione di un vicino che chiama i carabinieri della stazione di Cinisello. I militari, che conoscevano bene Rossetto, che nel 2013 era uscito dal carcere doveva aveva scontato quattro anni e mezzo perché aveva sequestrato in un box e violentato una modella diciottenne bielorussa nel maggio 2008, si erano dunque precipitati sul posto. Arrivati nel bilocale su due livelli al terzo piano del palazzone residenziale, la mamma dell’uomo li aveva accolti stupita e lui aveva finto meraviglia: «Era solo una lite con la mia ragazza», avrebbe detto. Poi, però si è tradito e si era rivolto a Dorota in inglese intimandola di stare tranquilla e di dire loro che non era successo nulla altrimenti l’avrebbe picchiata ancora. I carabinieri però avevano capito e lo avevano quindi portato in caserma dove la ragazza in un pianto liberatorioaveva  raccontato le sevizie dell’orco dalla doppia vita. Con l’inizio del processo la giovane, che è tornata a Cinisello per ringraziare i carabinieri e testimoniare già davanti al Gip, verrà a Monza per ritrovarsi faccia a faccia col suo aguzzino.

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