Pregnana – allarme per la salute, 400 tonnellate di rifiuti alla ex Sanistar

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Le quasi 400 tonnellate di rifiuti presenti all’interno e all’esterno dei magazzini della ex Sanistar tra cui farmaci pericolosi e materiale organico, sangue, feci e urina hanno allarmato la Magistratura milanese che ha sequestrato la ditta e aperto un’inchiesta per traffico e stoccaggio illegale di rifiuti. L’ASL ha infatti evidenziato che i rifiuti sanitari presenti sono altamente pericolosi e a rischio infettivo in particolare per i dipendenti delle aziende circostanti.
La Sanistar, ormai fallita, non possiede le risorse per ripristinare l’area come era un tempo e proprio in questi giorni, l’Amministrazione comunale ha chiesto aiuto direttamente e formalmente all’Assessore Regionale competente e al Ministro dell’Ambiente. Intanto, la vicenda è finita anche in Parlamento: in un’interrogazione i deputati Vinicio Peluffo (Pd) e Daniele Farina (Sel) hanno chiesto ai Ministri competenti di rispondere “ad una situazione di notevole disagio -è scritto nell’interpellanza- e potenzialmente pericolosa per la salute delle persone e del territorio”.
Ma quella della ex Sanistar è una vicenda che va avanti da tempo. Ripercorriamo i fatti. Esattamente un anno fa i vicini di casa dell’azienda Sanistar -situata in Via Dei Laboratori Olivetti a pochi metri dalla Strada Provinciale 214 a Pregnana- inviavano  una segnalazione in merito allo stoccaggio irregolare di rifiuti da parte della ditta in questione che, anni fa, era stata autorizzata  alla messa in riserva, recupero e deposito preliminare di rifiuti anche pericolosi. Dopo le segnalazioni e le verifiche del caso da parte degli organi competenti, la Sanistar veniva sequestrata per abbandono incontrollato di rifiuti e gestione dei rifiuti stessi in difformità alle autorizzazioni rilasciate data la presenza di un ulteriore capannone non autorizzato e del fatto che i rifiuti sostavano anche nelle zone vicine alla ditta. Per tutelare l’ambiente, la salute dei cittadini e per fare in modo che l’onere operativo e finanziario non ricadesse solamente sul Comune di Pregnana, l’Amministrazione si è attivata per chiedere il sostegno della Prefettura di Milano, della Provincia, della Regione e degli altri organi competenti. Un’informativa che però non ha ottenuto i risultati sperati. Tra febbraio e marzo 2013 l’azienda ha smesso di operare con l’obbligo di provvedere alla rimozione e smaltimento dei rifiuti entro giugno 2013. Termine che non è visibilmente stato rispettato e alla ormai ex Sanistar è stata definitivamente revocata l’autorizzazione ad operare. Precedentemente, Comune e Provincia si erano già accordati sul da farsi se l’Azienda, come poi è successo, non avesse adempito all’obbligo di sgombero dei rifiuti: l’Amministrazione pregnanese avrebbe individuato una nuova ditta incaricata della rimozione mentre la Provincia si sarebbe attivata per una rapida escussione della fideiussione depositata e l’avrebbe girata al Comune a titolo di rimborso dello smaltimento dei rifiuti.
La quantità non individuabile dei rifiuti presenti, la loro miscelazione e le pessime condizioni in cui il sito si trova ha impedito la verifica effettiva dei rifiuti presenti e se fino a qualche tempo fa era stato emesso un solo preventivo sulla stima dei costi di rimozione e smaltimento pari a circa 200mila euro, proprio in questi giorni il Comune ha ricevuto l’interesse a operare da parte di altre cinque aziende che forniranno entro novembre i propri preventivi. Dopo più di un anno dalla denuncia la situazione non è cambiata.
“Lo scorso settembre il Comune di Pregnana ha indetto una seconda conferenza di servizi invitando tutti gli enti coinvolti -dichiara il vicesindaco e assessore all’ecologia Angelo Bosani- e finalizzata all’aggiornamento dello stato dell’arte e per mettere in atto nuove strategie per risolvere la problematica. Alla conferenza hanno partecipato il Corpo Forestale, la Polizia Provinciale, la Provincia di Milano e un rappresentante della Prefettura. Invece, A.S.L. e A.R.P.A. hanno comunicato che non avrebbero partecipato e Regione Lombardia non ha inviato alcuna comunicazione e non ha partecipato alla conferenza. Un’assenza che denota uno scarso rapporto istituzionale e un comportamento che consideriamo riprovevole data la gravità della situazione”. Attualmente, anche se la Provincia e il Corpo Forestale hanno assicurato la loro collaborazione tecnica e il Comune si è attivato per rivalersi nei modi e nei tempi previsti nei confronti dell’azienda e dei proprietari, si è tuttora in attesa dei dati che solo questi Enti sono in grado di fornire per poter concludere l’affidamento del servizio di smaltimento sia dei rifiuti all’interno che di quelli all’esterno dei capannoni.
“Non può non essere segnalata una certa ‘latitanza’ da parte di alcuni degli Enti a cui ci siamo rivolti, la cui collaborazione è prossima a zero -dichiara il Sindaco Sergio Maestroni-  Non possiamo essere lasciati soli nel gestire questa situazione dal punto di vista tecnico-operativo ed economico e di certo, la garanzia della fideiussione da parte della Provincia pari a 73mila€ non copre neppure la metà delle spese che dovremo sostenere. Anche gli altri Enti devono fare la loro parte.”.

Anna Lisa Bongermino

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