Piscina vietata agli uomini, ci sono le donne musulmane…

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SESTO SAN GIOVANNI – Ingresso vietato agli uomini. Il lunedì mattina, la piscina Olimpia di via Marzabotto ospita un corso di nuoto riservato esclusivamente a donne musulmane. Ciò significa che uomini in costume non possono accedere. Il  caso non è solo sestese: nei mesi scorsi una polemica analoga era nata a Mestre e a Torino dove erano stati organizzati corsi riservati a donne musulmane che, oltre a nuotare tutte coperte, non possono incontrare uomini mezzi nudi. Con buona pace di bagnini e clienti.Razzismo al contrario o segno di integrazione?

In realtà è il secondo non che l’iniziativa ha luogo alla Olimpia, la struttura gestita dalla Polisportiva Geas guidata dell’ex primo cittadino Giorgio Oldrini. Positivo, ma con qualche distinguo, il commento del consigliere democratico Andrea Rivolta che su Facebook scrive: “…si tratta innanzitutto di un’ opportunità che si offre a persone che altrimenti non potrebbero usufruirne.Personalmente trovo mortificante per le donne l’idea che debbano coprire il proprio corpo con costumi che assomigliano a degli scafandri. Dopodiché, credo che vada però tenuto saldo il principio della cultura liberale per cui, ognuno è libero di fare le proprie scelte fino a che non pongono limiti alle nostre libertà costituzionali. Molte scelte sono possibili per legge, ma io non le farei personalmente, con questo non credo di sentirmi offeso perché altri le fanno e anzi mi batto perché possano praticarle”.

Per il capogruppo di Forza Italia, Roberto Di Stefano: “E’ il classico esempio di discriminazione al contrario. Questa non è integrazione ma sostegno all’integralismo islamico, sarebbe bello capire, continua Di Stefano,  se qualche volta il Comune riesce a non subire i diktat della comunità islamica e a fare applicare le stesse regole anche a loro, cittadini sestesi come tutti gli altri, questa sarebbe laverà integrazione». 

 

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